06.12.2021 – 13.00 – Dopo aver approfondito la figura del Vicesindaco, Serena Tonel, scopriamo – o meglio riscopriamo – un altro caposaldo della squadra del Sindaco Roberto Dipiazza, nonché volto già noto del precedente mandato: parliamo dell’assessore alle Politiche del Patrimonio Immobiliare, Elisa Lodi, con deleghe ai Lavori Pubblici, Grandi opere, Manutenzioni e valorizzazione del Demanio e del patrimonio, Impiantistica scolastica e sportiva.
Un nuovo percorso ma con la stessa linea politica: oltre alla continuità, quali saranno le novità e gli obiettivi più importanti che vorrebbe raggiungere entro la fine del mandato?
“Sicuramente partiamo da una continuità con la linea d’azione precedente, avendo comunque la delega ai lavori pubblici e alle grandi opere.
Per quanto riguarda proprio questi punti, sicuramente l’elemento portante sarà continuare ad operare per la città, quindi non solo con le manutenzioni che si ritengono necessarie, ad esempio quelle nell’ambito dell’edilizia scolastica, che è un tassello molto importante del patrimonio del comune, ma anche nell’ottica di vedere una Trieste rinnovata, riqualificata: quindi andremo a fare interventi importanti, come il Porto vecchio, nel quale si deve continuare la riqualificazione, perchè si parla di una città nella città, che sarà il futuro dei nostri figli. Ma si andrà avanti anche con grandi riqualificazioni come Piazza Sant’Antonio e Piazza Unità”.
Quindi un grande lavoro nei centri nevralgici di Trieste…
“Sì, ma non agiremo solo nel centro città: le riqualificazioni devono essere fatte anche in zone semi periferiche, quindi piazze non centrali, per dare la possibilità alle persone di poter vivere a pieno i propri rioni. Per quanto riguarda, come prima accennato, l’edilizia scolastica, l’imput è quello di andare oltre le manutenzioni, riqualificando i vari plessi e creando un campus per i nostri studenti. Infine, parlando del patrimonio del Comune, desideriamo valorizzarlo, andando con le singole associazioni a lavorare per migliorare gli spazi da loro utilizzati”.
Prima di diventare Assessore, qual è stato il suo percorso di studi e le sue esperienze lavorative?
“La mia esperienza, prima di diventare Assessore, parte dalla laurea in giurisprudenza, conseguita proprio a Trieste.
Sono avvocato, esercito la professione dal 2012, dopo aver conseguito l’abilitazione con esame.
Sto continuando ad esercitare la professione di avvocato, nonostante la carica di Assessore, presso il foro di Trieste. Avevo cominciato collaborando con altri colleghi, poi, crescendo, ho avuto la possibilità di avere un mio studio.
Il mio lavoro non si è interrotto nel periodo dell’assessorato precedente e non si interrompe neanche attualmente, perché la volontà è quella di avere comunque un’autonomia lavorativa, dando al contempo un contributo al Comune di Trieste e il futuro di questa città, mantenendo comunque la mia professione, perchè è una mia grande passione e ci tengo molto”.
Per quanto riguarda invece la sua esperienza politica?
“Mi sono avvicinata al partito quando è stato fondato da Giorgia Meloni nel 2012: eravamo molto pochi e abbiamo fatto militanza fino al 2016, quando ho avuto poi la possibilità di candidarmi come Consigliere comunale”.
Tra tutte queste esperienze, qual è stata quella per lei cruciale per affrontare al meglio ora la carica da Assessore?
“Io ho avuto la fortuna, e comunque l’opportunità, di diventare assessore e di accettare l’incarico nel 2016 non avendo, e lo dico senza nascondermi, l’esperienza di amministratore locale, ma solo di militanza e attività sul territorio a favore della cittadinanza.
Sono quindi stata lanciata in un mondo che non conoscevo, con una delle deleghe più importanti del Comune.
In più, la delega ai lavori pubblici, in una giunta di centrodestra, è sempre stata nevralgica, perchè c’è sempre stata la volontà di lavorare in questo senso. Sicuramente non è stato facile entrare in un mondo totalmente nuovo, ma quello che mi è stato d’aiuto in quest’ambito sono stati sicuramente i miei studi, permettendomi un inserimento abbastanza naturale all’interno del tessuto del comune, riuscendo a comprendere fin da subito tante tematiche, affrontandole poi di volta in volta”.
Come mai è stato scelto per lei questo assessorato e le relative deleghe?
“Per quanto riguarda le deleghe, si è sicuramente voluto dare continuità al lavoro fatto nei cinque anni precedenti, andando ad aggiungere la partita del servizio patrimoniale.
Quindi, in buona sostanza, si desidera dare continuità ad un lavoro importante che è già stato fatto in precedenza e che ora proseguirà”.
[c.c]


