30.12.2021 – 08.01 – Fermarsi per strada davanti a due sconosciuti e svelare, in poco più di dieci minuti, la propria storia e intimità, come l’inizio di un nuovo amore, la nostalgia delle terre abbandonate in Istria, il dolore di una perdita o la gioia di una rinascita. Come Chiara, appena arrivata a Trieste, città di confine da lei scelta dopo una dura malattia, come momento e simbolo di passaggio dalla sofferenza alla luce. O come Jerry, che con orgoglio ha raccontato la sua scelta di aver abbandonato la musica dopo decenni per lavorare come autotrasportatore e poter dare da mangiare a suo figlio durante la pandemia.
Sono alcune delle 300 storie raccolte dal giornalista Luca Saviano e dal fotografo Massimo Cetin nella rubrica “I Triestini“, uno dei progetti che hanno caratterizzato il 2021 del Piccolo, il quotidiano di Trieste che ieri, 29 dicembre, ha festeggiato i suoi 140 anni dalla fondazione, voluta da Teodoro Mayer nel 1881. La rubrica, pubblicata a partire dal primo marzo di quest’anno ogni giorno sulle pagine e sui canali social del giornale, è stata realizzata anche con il sostegno dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, ed è ora confluita in una mostra, inaugurata oggi nel Salone centrale al primo piano del palazzo delle Poste in piazza Vittorio Veneto 1, dove sarà visitabile liberamente sino a fine gennaio. All’inaugurazione è intervenuto anche il sindaco Roberto Dipiazza, che ha ricordato come Il Piccolo sia “il giornale della città, un faro che raccoglie le voci di tutti e svolge un importante ruolo di guida”.
Alle Poste sono stati allestiti alcuni pannelli fotografici che riproducono una selezione delle foto-interviste realizzate da Saviano e Cetin in tutti gli angoli di Trieste, dalle Rive a Barcola, da Muggia al Carso. I due autori hanno semplicemente fermato per strada, casualmente, trecento persone, domandando di raccontare la propria storia, desideri e speranze: “Abbiamo chiesto loro di aprirsi con noi – hanno spiegato – e loro si sono aperti, regalandoci uno spaccato autentico della città e di chi la abita, lontano dai cliché. Per noi Triestino non è necessariamente chi è nato qui, ma chi coglie l’essenza di questa città, chi ne cattura la bellezza e a volte il paradosso”.
Quelle de “I Triestini” sono storie peculiari di una città peculiare, stretta tra nostalgia e tanta voglia di futuro. Come spiegato durante il taglio del nastro dal direttore del Piccolo Omar Monestier e dalla condirettrice Roberta Giani, il progetto e ora la mostra hanno come obiettivo “narrare la storia collettiva di una comunità che cambia”. All’evento erano presenti anche l’assessore regionale al Lavoro e Formazione Alessia Rosolen, la senatrice Tatjana Rojc l’amministratore delegato di Gedi News Network (GNN) Fabiano Begal, Matteo Zampieri, direttore di Poste Trieste e Francesco Montalvo, ad di Aspiag Service srl, concessionaria marchi Despar, Eurospar e Interspar Nord Italia, che ha contribuito alla realizzazione della rassegna.
[i.v.]


