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giovedì, 27 Gennaio 2022

Effetto Covid sul lavoro: meno commercianti e più dipendenti pubblici

27.12.2021 – 10.35 – Calano i commercianti e i dipendenti occupati nel privato (soprattutto quelli a tempo determinato, gli stagionali ed i collaboratori) nel 2020 in Friuli Venezia Giulia, con rispettivamente il -2,3% ed il -2,6% rispetto all’anno precedente. Aumentano invece i lavoratori a tempo determinato nel pubblico, in particolare per scuola e sanità (+1,4%); i lavoratori pagati con voucher del libretto famiglia (+388,3%) e, infine, si registra una variazione positiva dei lavoratori domestici (+7,8%): incrementi dovuti in gran parte all’introduzione delle misure anti Covid (es. bonus baby-sitting). A rilevarlo è l’indagine di Alessandro Russo dell’Ires FVG su rielaborazione dei dati Inps.
Nel complesso, sono stati quasi 561.000 i lavoratori assicurati presso le diverse gestioni previdenziali Inps in regione nel 2020, un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei redditi si registra un calo generale, attutito, tuttavia, da un lato dal ricorso alle casse integrazione, dall’altro dai sostegni economici rivolti agli autonomi. Nello specifico per quanto riguarda i professionisti con partita Iva non iscritti alle Casse previdenziali degli ordini professionali, rispetto al 2019, si registra un -13,7%; tra gli autonomi significativi i cali per artigiani (-6,8%) e commercianti (-5,6%). Una forte contrazione si registra poi in termine di imponibile medio annuo per i dipendenti del settore privato (-5%). Gli amministratori iscritti alla gestione separata Inps (amministratori, sindaci, revisori di società, associazioni e altri enti con o senza personalità giuridica e degli amministratori di Enti Locali) risultano invece essere i lavoratori con redditi più elevati, che superano i 51.000 euro annui di imponibile previdenziale.
Quella degli amministratori è però al contempo anche la categoria che vede una minore presenza di donne (meno di un quarto del totale): a fare da contraltare al dato la larga presenza femminile nel lavoro domestico, occasionale, tra i dipendenti pubblici ed i professionisti, in quest’ultimo caso con una media tra le più alte in Italia e in crescita negli ultimi anni (49,5% contro la media nazionale del 46,6%). Al contempo il reddito delle donne è nel complesso mediamente inferiore di quasi un terzo rispetto a quello degli uomini (tranne nel caso del lavoro domestico e occasionale).
Dei lavoratori considerati dall’indagine il 3,9% (quasi 22.000 unità) sono in realtà pensionati ancora attivi nel mercato del lavoro, in quanto beneficiari di una pensione diretta di vecchiaia o anzianità già da prima del 2020; oltre a questi 22.000 ancora attivi, ci sono altri 8.443 lavoratori che sono andati in pensione nel corso del 2020.
Trieste è infine la provincia in cui si registrano redditi medi più elevati sul fronte dell’occupazione dipendente pubblica e privata, Pordenone ha invece il primato per il lavoro autonomo.

[n.p]

 

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