Auto storiche “Under 30”, nessun taglio alle agevolazioni nel 2022. Il Governo fa dietrofront

05.12.2021 – 08:00 – La proposta di legge, contenuta all’interno di tre emendamenti a firma Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, presentata nell’ambito della Conversione del Decreto Fiscale, con il nome di “Abolizione della riduzione della tassa automobilistica per particolari categorie di veicoli”, ideata per porre fine alle agevolazioni fiscali sul bollo auto per vetture storiche “Under 30” non si farà. A renderlo noto, l’ASI (Automotoclub Storico Italiano) in una nota. Agli occhi degli appassionati e delle decine di proprietari delle più iconiche automobili dell’era moderna dell’automobilismo, tale provvedimento era apparso sin da subito come una sorta di accanimento ingiustificato nei confronti di un settore già pesantemente tediato dal continuo inasprimento delle norme antinquinamento di molte delle più importanti regioni e città italiane. Inoltre, come aveva asserito il Presidente di ASI, Alberto Scuro nelle scorse settimane, l’emendamento avrebbe potuto portare effetti gravissimi sul settore auto e sulle aziende dell’indotto, non solo sul piano economico ma anche sociale e culturale; andando a minare il futuro di questa categoria di veicoli.

I proprietari di automobili “Under 30” le cosiddette “Youngtimer” potranno quindi continuare a beneficiare della detrazione del 50% sull’importo del bollo, purché provvisti del tagliando adesivo che ne attesta lo status di mezzo d’epoca sulla carta di circolazione.

“Insieme a tutti gli appassionati – ha commentato Scuro – vogliamo dire grazie ai parlamentari che hanno ascoltato e compreso le nostre tesi. Sicuramente sono prevalsi il buon senso e l’importanza di tutelare il settore”.

“I veicoli ultraventennali che godono oggi di questa agevolazione – ha ribadito Scuro – rappresentano lo 0,15% del parco veicolare totale e l’1,14% del parco veicolare ventennale (dati della Motorizzazione al 2 novembre 2021, ndr): numeri che non giustificano azioni penalizzanti a fronte di ciò che essi sono in grado di produrre in termini di sviluppo culturale, turistico ed economico, generando scenari occupazionali importantissimi per le future generazioni. Tutelarli è un nostro preciso dovere e non incide minimamente sul necessario rinnovamento del parco veicolare circolante”.