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martedì, 4 Ottobre 2022

Trieste, la protesta continua. Il CLPT risponde all’Authority

20.11.2021 – 11.35 – Non si placa la protesta. I no vax e i no pass del gruppo Telegram “Basta dittatura” annunciano una nuova mobilitazione nazionale: nonostante l’ordinanza prefettizia, in attuazione della Direttiva del Ministro dell’Interno del 10 novembre 2021, che individua tre aree sensibili (tra le quali piazza Unità) e interdette alle manifestazioni nel Comune di Trieste, il gruppo si è dato appuntamento per le 16 di oggi proprio in piazza Unità d’Italia. Altre diciotto le regioni italiane che scenderanno in piazza contro il governo Draghi e la certificazione verde questo pomeriggio. Rimane poco lineare la comunicazione da parte dei gruppi di manifestanti, che hanno preavvisato anche un sit-in per le ore 15 in piazza Libertà: una manifestazione statica, per permettere alle categorie di lavoratori contrarie all’utilizzo del Green Pass di dar voce alle esperienze personali.
Nella serata di ieri il CLPT, il sindacato dei lavoratori del Porto di Trieste che ha dato il via alle proteste di piazza, è stato disconosciuto dall’Autorità portuale come organo sindacale che opera all’interno dello scalo giuliano: Zeno D’Agostino, che aveva già minacciato le dimissioni se i varchi fossero stati bloccati e aveva individuato come responsabile dei disordini Stefano Puzzer, ha dichiarato decaduto il protocollo d’intesa sottoscritto con l’associazione il 27 luglio dello scorso anno. Questo segna una rottura e una ulteriore presa di posizione da parte delle istituzioni cittadine nei confronti degli attori della protesta: “Il CLPT è nato nel 2014 da un gruppo di lavoratori portuali per l’applicazione dell’allegato VIII e per difendere i loro diritti e la loro dignità – scrive su Facebook il sindacato, in risposta alla lettera del presidente dell’Authority – In questi anni è cresciuto e ha ottenuto risultati anche importanti grazie ai lavoratori portuali che lo hanno sostenuto”. Uno sforzo che, secondo il Comitato, è frutto dell’impegno dei singoli membri della sigla e “non perché ha firmato (il CLPT ndr) un protocollo che è stata solo l’autorità portuale a non rispettare. Continuerà a esistere e operare finché saranno i lavoratori a volerlo” concludono.

mb.r

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