Blocco Porto di Trieste, Zeno D’Agostino: “Se darò le dimissioni sarà colpa di CLPT e Stefano Puzzer”

14.10.2021 – 18:30 – E’ stata convocata nel pomeriggio di oggi, in via straordinaria, una conferenza stampa indetta dal Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello scalo giuliano, Zeno D’Agostino, in merito alla delicata situazione che in questi giorni è andata formandosi tra le file dei lavoratori portuali dei quali, una branca, quella del CLPT (Coordinamento Lavoratori Portuali), ha deciso di istituire a partire dalla giornata di domani, 15 Ottobre 2021, uno sciopero con relativo blocco del porto, in entrata ed in uscita, fino a quando il Governo non abolirà il cosiddetto “Decreto Green Pass” il quale a partire dalla mezzanotte imporrà a tutti i cittadini italiani di poter accedere al proprio luogo di lavoro solo previa esibizione del certificato verde.

“Ho indetto questa conferenza – ha dichiarato il Presidente D’Agostino – per delineare alcuni punti e chiarire quanto pensa il sottoscritto in merito a quanto sta succedendo in queste ore. Ultimamente sono finito erroneamente un po’ su tutti i media come una sorta di paladino dei vaccinati; io sono un “sì vax” e un “sì green pass” ma sono anche un uomo che rispetta la libertà d’opinione di tutti e, infatti, non ho mai commentato le precedenti manifestazioni “no green pass” alle quali hanno preso parte diversi esponenti del settore portuale. Voglio sottolineare che, nonostante io la pensi in una determinata maniera non ho nessun problema nei confronti di chi la pensa in un altro. Non l’ho mai avuto e mai lo avrò, a meno che non vengano perpetrate azioni criminali”.

“Lunedì, fatta la manifestazione, il CLPT ha dichiarato di voler bloccare ad oltranza il Porto di Trieste; fino a quel momento c’è sempre stato dialogo con la sigla per cercare di mediare e trovare una soluzione congiunta che non creasse problemi a nessuno. Dopo l’incontro con il Prefetto, invece, il CLPT è uscito con questa dichiarazione senza nemmeno interpellarmi sulla questione parlando di “blocco delle operazioni ad oltranza”. Da quel momento è scattata la mia risposta ossia “Non esiste!”.

“Il nostro Porto garantisce l’esistenza di un mercato tempestivamente pianificato e molto credibile. E’ impensabile che un Presidente di un porto accetti che il suo scalo possa essere bloccato ad oltranza”.

“Mi chiamano traditore, come se mi fossi schierato contro di loro. Non sono un traditore. Quando venni messo sotto inchiesta negli scorsi mesi i portuali per dimostrarsi dalla mia parte avevano deciso di bloccare il porto ma io dissi loro di non farlo in quanto la salute dello scalo doveva rimanere tale e lontana da qualsiasi questione giudiziaria. Il porto non si tocca per nessun motivo, me l’hanno insegnato loro, in porto si può litigare, si può discutere, ma non deve essere bloccato, mai. All’epoca chiesi ai portuali di ragionare con la testa e non con la pancia e mi dimostrarono di essere in grado di farlo togliendo i blocchi e tornando a lavorare”.

“Oggi quell’atmosfera non esiste più. Se da domani i portuali decideranno di bloccare il porto ad oltranza sono pronto a presentare le mie dimissioni. Lavorare in porto richiede la presenza di empatia e, se questa viene a mancare, non esistono più i presupposti per poter continuare. Il sistema porto che abbiamo messo in piedi in questi anni si basava sul fatto che i portuali garantivano un sistema forte e coeso sulle quali poter costruire il futuro dello scalo. Abbiamo garantito loro cose che prima di allora non esistevano istituendo l’agenzia per il lavoro portuale. Oggi mi dicono che sono il traditore del porto? Colui che vuole che il porto lavori è un traditore? Non c’è logica, c’è qualcosa che non sta quadrando”.

“Ho detto di voler dare le mie dimissioni e i portuali hanno dichiarato di non avercela con me ma con il Governo. E invece io voglio dire che se presenterò le miei dimissioni non sarà colpa del Governo, sarà colpa del CLPT. Se presenterò le mie dimissioni, sarà colpa di Stefano Puzzer. Se io presenterò le mie dimissioni, sarà colpa di quelli che non permettono ad altri lavoratori di poter lavorare”.

“Domani non ci sarà uno sciopero ma una manifestazione spostata dalle tradizionali piazze del centro cittadino all’ingresso del porto. Non si può chiamare sciopero una manifestazione di persone che per trovare il porto di Trieste useranno il GPS e verranno ad impedire a persone che il porto di Trieste invece lo conoscono molto bene di poter lavorare. E’ questa la libertà?” – ha concluso il Presidente.