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giovedì, 27 Gennaio 2022

Ex Aquila, Budapest sceglie la “forma” del terminal di Trieste

29.11.2021 – 09.49 – Una piattaforma d’import-export flessibile, capace di gestire tanto le navi per container, quando il ro-ro e le merci sfuse. È il progetto ungherese per l’area dell’ex Aquila, dove da un biennio continua l’iter per un comprensorio che offra un canale diretto per l’Ungheria. Una scelta tutt’altro che ovvia, considerando come Viktor Orban avesse a lungo considerato l’opzione del porto di Koper/Capodistria. Il primo passo consiste nell’avviare un confronto con il Governo per un Accordo di Programma che consenta la bonifica dei terreni un tempo sede della raffineria degli anni Trenta. Successivamente si dovrebbe giungere a un business plan completo entro marzo 2022.
Un altro passaggio fondamentale è avvenuto in questi giorni, quando il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha approvato la forma definitiva del terminal portuale che verrà realizzato da Adria Port. Tra le diverse ipotesi progettuali si è preferito scegliere un modello flessibile, capace di accomodare un mercato dello shipping quanto mai imprevedibile, tra shortage di materie prime, scarsità di container e continue richieste di approvvigionamento.
Tra i tanti nodi da risolvere spicca l’opinione contraria della vicina Muggia – quale caratteristica di ogni progetto industriale o logistico (laminatoio docet) – così come le difficoltà per i collegamenti trasportistici, con l’ipotesi di un allargamento stradale nell’attuale area di Autamarrocchi. Allo stadio attuale il progetto gode di un finanziamento di 45 milioni erogato dal Pnrr, il quale dovrebbero essere sufficienti per le operazioni di bonifica e scavo preliminari.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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