17.11.2021 – 17.30 | “I castagneti rappresentano per la nostra Regione un patrimonio in termini di biodiversità che dobbiamo riscoprire, salvaguardare e valorizzare: molti sono abbandonati oppure hanno subito danni dal cinipide e dal cancro del castagno, quest’ultimo favorito anche dagli squilibri climatici degli ultimi anni”. Così la consigliera regionale Mara Piccin (Forza Italia) ha presentato in II commissione permanente la proposta di legge 131, “Norme per favorire interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei castagneti”, di cui è firmataria assieme con il capogruppo forzista Giuseppe Nicoli.
“La nostra pdl – ha spiegato Piccin – prevede la concessione di contributi ai proprietari o ai conduttori per il ripristino colturale e produttivo dei castagneti da frutto abbandonati e di quelli non in attualità di coltura, per il loro miglioramento bioecologico, selvicolturale e produttivo, per la loro difesa dagli ungulati (in particolare dai cinghiali) e per il recupero di strutture edilizie rurali da utilizzare per il deposito e la lavorazione delle castagne. Inoltre, si intende istituire un tavolo tecnico composto da soggetti pubblici e privati, con il compito di elaborare un Piano castanicolo delle misure da realizzare in Friuli Venezia Giulia. Ancora, tenuto conto della multifunzionalità dei castagneti, si spingerà la Regione a favorire azioni di promozione delle filiere castanicole e a sostenere attività di ricerca, informazione e formazione professionale”.
La consigliera prima firmataria ha sottolineato “l’importanza del castagno dai punti di vista storico-culturale, paesaggistico-ambientale e produttivo. L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di castagne, primo esportatore per valore degli scambi e secondo per quantità dopo la Cina. In Friuli Venezia Giulia, come da mappatura Ersa del 2019, le maggiori concentrazioni di castagno si trovano nelle Prealpi Giulie (tra Artegna e la valle dello Judrio e nei boschi del Collio goriziano) e nelle Prealpi Carniche (in particolare tra Sarone di Caneva e Giais di Aviano), ma anche nella pianura pordenonese e nella Pedemontana tra Meduna e Tagliamento, senza trascurare gli esemplari di Cividalese, Val Rosandra e altre zone. Sono presenti anche piante secolari, appartenenti a una decina di varietà per la maggior parte diverse da quelle presenti nelle principali aree di coltura italiane. Un patrimonio tutto da riscoprire e valorizzare ed è questo l’obiettivo della proposta di legge”.
C.S. Mara Piccin (FI)


