Pineta di Cattinara, Legambiente: “Spicchio di natura da non abbattere”

26.10.2021 – 10.18 – La Giunta regionale ha espresso la piena disponibilità, qualora si riveli operativamente possibile, a trovare delle alternative all’abbattimento degli alberi della pineta di Cattinara in vista della ripresa dei lavori nel comprensorio ospedaliero di Trieste (ristrutturazione e ampliamento del nosocomio e nuova sede dell’Irccs Burlo Garofolo). Zalukar e Ussai, in sede di consiglio regionali avevano proposto di “studiare delle alternative all’abbattimento di circa 400-500 alberi tra l’attuale parcheggio dipendenti e la strada che conduce al polo Cardiologico di Cattinara, una delle poche zone verdi di vicinato ancora presenti a Trieste accessibili per soggetti a bassa mobilità come anziani, bambini e disabili. Un valore storico, simbolico e funzionale per la velocità di recupero dei pazienti”.

A tale proposito, il vicegovernatore Riccardo Riccardi, lo scorso 14 ottobre aveva assicurato “un’attenta valutazione nel contesto del procedimento in corso, facendo anche un esame dei costi-benefici di un progetto che ho trovato già in stato avanzato, anche per non incorrere in procedimenti della Corte dei Conti legati alle risorse spese”.

La pineta di Cattinara è notoriamente uno “spicchio di natura dove rilassarsi e portare l’amico cane e dove si fanno lezioni agli alunni della vicina scuola – spiega Legambiente –  che i residenti della zona difendono con determinazione dall’abbattimento, si è aperto un doveroso e ampio dibattito”. Un’osasi “minimale” raccontano, “l’ultima ancora presente nella zona, sin qui salvata dai ripetuti e pesanti interventi di urbanizzazione che l’hanno circondata di cemento, va mantenuta ben viva”.

Legambiente ricorda che gli alberi, anche se dovessero essere sostituiti, “sulla scarpata che impiegheranno almeno vent’anni per raggiungere le dimensioni adulte, bora permettendo”.

“Chi ha facoltà di decidere sull’uso dei territori sa che per impedire la catastrofe climatica – concludono – l’Italia ha sottoscritto l’obiettivo giuridicamente vincolante dell’azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050. Il progetto europeo LifeTerra, basato su dati scientifici di sequestro naturale di CO2, indica l’obiettivo della messa a dimora di 3 miliardi di alberi entro il 2030, di cui 500 milioni in Italia”.