“Militi ignoti o poco noti dell’età romana” in mostra a Trieste

02.10.2021 – 09.45 – Militi ignoti e poco noti dell’età romana nell’epigrafia regionale. Verrà aperta da martedì 5 ottobre fino al 4 novembre la mostra allestita in sala Umberto Veruda a cura della Federazione Grigioverde. L’esposizione intende presentare un collegamento virtuale fra il mondo classico e il mondo moderno dei milioni di militi ignoti o poco noti che combatterono nella nostra regione.
Il percorso espositivo partirà con un breve accenno al mondo greco ed ellenistico, da dove attinse a piene mani la cultura romana. In tali culture, la tecnica di combattimento oplitica riguarda proprio i “militi ignoti”: fino a Pelopida ed Epaminonda si dà importanza al gruppo, mentre il valore del singolo non è messo in particolare evidenza.

“Combattere insieme, in prima fila, è il modello principale a cui fare riferimento, invece abbandonare lo scudo sul campo di battaglia è un’azione vile”. Una vera celebrazione del milite ignoto è l’epitafio di Pericle per i caduti della guerra del Peloponneso. Importante è anche il riferimento di Erodoto ai Diecimila: erano gli “Immortali”, un corpo di fanteria composto da uomini di origine persiana. Da non confondere con il corpo di spedizione mercenario dei Diecimila dell’Anabasi di Senofonte.

“Roma si affaccia nei nostri territori nel III secolo a.C. con la fondazione di Aquileia, ma in tale periodo non vi è ancora nella cultura romana repubblicana l’uso di celebrare i propri militi, se questi non rivestono un ruolo di particolare importanza (come ad esempio la tomba degli Scipioni) – hanno spiegato gli organizzatori in una nota – È solo nel primo secolo d.C. che inizia a diffondersi la cultura dell’epigrafia militare, cioè la volontà dei singoli militi, o almeno per quelli in possesso di una certa disponibilità economica, di rimanere nel ricordo dei posteri sia attraverso le epigrafi commissionate in vita, sia attraverso le epigrafi post mortem, commissionate dai commilitoni, dai familiari o dai propri liberti”.

Verranno quindi presentate le fotografie di alcune delle epigrafi risalenti al periodo tra il I e il III secolo d.C. di alcuni militi deceduti in servizio nella nostra regione o, dopo il congedo militare, tornati nei nostri territori per trascorre gli ultimi anni della loro esistenza tra parenti e amici e da questi ricordati. Una parte dell’esposizione sarà dedicata alla presentazione della ricostruzione 3d portata a termine da uno studio specializzato di Gorizia di una ben poco famosa epigrafe, il cui originale è tuttora custodito nel giardino del Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann di Trieste, ma che è stata rinvenuta all’inizio del Novecento nei pressi di Capodistria, nel luogo dove probabilmente il legionario menzionato si ritirò dopo il servizio militare trascorso nella XV Legio Apollinaris di stanza a Emona (Lubiana) o Vindobona (Vienna). La copia dell’epigrafe verrà esposta assieme ad un manichino rappresentante il legionario nella tenuta che verosimilmente portava nel periodo del suo servizio militare.

Inoltre in mostra sarà proiettato un cortometraggio inedito, prodotto in questi mesi a Trieste e dedicato all’”Ultimo Draco di Aquileia”, ultimo legionario scampato all’assedio di Aquileia da parte di Attila e delle sue orde unne nel 452 d.C.. Secondo la leggenda, i sopravvissuti all’assedio fondarono poi Venezia. Oltre al filmato, presentato su uno schermo a ciclo continuo, saranno esposti due manichini con gli abiti di un legionario tardo imperiale della Legio Ioviani Seniores e di un unno, usati dai rievocatori durante le riprese del video.
In concomitanza alla mostra saranno proposti brevi incontri a cura di docenti della Società di Archeologia Friulana, per l’approfondimento di alcuni dei temi legati alle epigrafi presentate.

cs