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sabato, 1 Ottobre 2022

Inaugurato il nuovo murale “Com’è profondo il mare” sul muro esterno del Pedocin

Inaugurato stamattina, venerdì 1 ottobre, il nuovo murale “Com’è profondo il mare” sul muro esterno del “Pedocin” dalla storica associazione triestina “Melart”, elaborando un racconto visivo che connette armoniosamente tecniche e stili propri della street art.
Nello specifico, il murale, lungo 45 m, raffigura la rivisitazione moderna dell’onda di Hokusai, che separa la superficie del mare dalla parte subacquea. Il casco del palombaro è invece un omaggio a Wolfrang Galletti, noto sommozzatore triestino deceduto durante un incarico di lavoro in Angola.
Il mondo sottomarino descritto dagli street artisti, trasporta idealmente l’osservatore nell’ambiente naturale da lui amato: una passione che si è trasformata in professione.
L’intervento artistico, che rientra nell’ambito del progetto “Chromopolis – La città del futuro”, è promosso dal Comune di Trieste e curato dal PAG Progetto Area Giovani.

Federico Duse, uno degli artisti che ha realizzato il murale, ha spiegato:
“Ci sono volute per la realizzazione due settimane, per la progettazione un po’ di più perché abbiamo discusso in comune il progetto, che è un progetto che va avanti da mesi. L’esecuzione è durata due settimane con 6 artisti presenti: io, Claudio Paolini, Matteo Sifanno, Ingrid Briscik, Francesca Tonsi e Lorenzo Pierro. Ci siamo uniti sotto un’unica mano su sfondo unico che è diviso diagonalmente dalle onde, in modo da uscire dalla verticalità delle colonnette e cambiare un po’ la dinamica di forma di un muro con colonne e nicchie. Il risultato è molto buono a nostro parere. Siamo abbastanza contenti di come si è evoluta la cosa e di aver avuto anche un po’ di flessibilità artistica per quanto riguarda la differenza fra il bozzetto e l’esecuzione. Speriamo che ci sia sempre un occhio di tolleranza per gli artisti su questo aspetto. In architettura si parla di concept, quindi è giusto dare un concept prima e poi la realizzazione sarà leggermente diversa da quello che c’è nel progetto. Questo riteniamo sia molto importante per la libertà artistica di poter aggiungere una piantina sotto il mare, o un altro animale, o sostituire dei soggetti. Questa è una flessibilità che chiediamo anche per le prossime opere”.

Continua poi sull’omaggio a Wolfrang Galletti:
“Fare degli omaggi sulle pareti dei muri è una cosa che non ci siamo inventati noi ma è una cosa presente nella storia dei monumenti italiani come mondiali. Speriamo che i muri della street art possano essere messi alla pari di quell’arte antica che dedicava a grandi condottieri. Penso che lui sia stato una persona che ha portato la triestinità nel mondo e noi lo omaggiamo con questo muro di 45 m”.

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