Il secondo giorno, il porto e la raccolta fondi

16.10.2021 – 09.35 – “Non sappiamo neppure da dove arrivi”. Vassoi su vassoi di cibo, maxi pizze e birra, tanta birra. Il secondo giorno di sciopero dei portuali del Clpt contro il Green pass comincia così: la musica è ancora alta, suonano gli AC/DC, e sono in arrivo cibo e bevande. Poi pian piano arriveranno le persone, a nutrire un gruppetto che per ora comprende solo le poche centinaia che hanno “picchettato” stanotte in molo settimo. 

Le raccolte fondi Go fund me per i viveri, apparse tre giorni fa sulla piattaforma, sembra non siano state organizzate dai portuali del Coordinamento. “I portuali non chiedono niente – scrive uno di loro sui social – non vogliamo soldi. Non vogliamo niente. È una fake news”. Fatto sta che in questi tre giorni la raccolta fondi “Viveri per i portuali di Trieste” ha racimolato offerte per 1.564 euro e poi è stata disattivata; la seconda, “Raccolta fondi per i portuali di Trieste” solo 45 euro su un obiettivo di 500mila. Questa è ancora in corso. 

Vuoi per la mancanza di sonno o vuoi per gli strascichi di una giornata, quella di ieri, dai forti contrasti ed emozioni, all’arrivo della stampa i portuali non sono contenti. Questa volta una troupe Sky News ed una della Rai sono state aggredite, anche se solo verbalmente. Un alterco stroncato sul nascere dai portuali stessi, che intervengono con decisione in questi casi. Ieri sempre un operatore Rai era stato circondato da un gruppo di portuali, che hanno desistito all’arrivo del buon Stefano “Ciccio” Puzzer, il coordinatore del Clpt. 

Aggiornamento ore 11.00

Sono un paio di migliaia le persone ora al varco del molo settimo. Il numero dei lavoratori portuali del Clpt presenti è in discesa, rimangono gli irriducibili del no alla certificazione verde che non vogliono accettare di sottoporsi a tampone, neppure se gratuito. La folla è quindi composta per la maggior parte da membri del Comitato no Green pass.
Il porto continua comunque a lavorare, anche se ad una frazione della propria capacità.

Aggiornamento ore 12.05

Il “blocco soft” del porto prosegue. Stando a quanto riportato da AGI il Clpt, ha denunciato alla Questura di Trieste l’Alpt, l’Agenzia per il lavoro portuale di Trieste. Secondo quanto dichiarato da Stefano Puzzer, Alpt starebbe facendo lavorare alcuni dei dipendenti nonostante siano sprovvisti del pass “nella consapevolezza che non ne sono in possesso”. Puzzer, ormai a tutti gli effetti leader dei lavoratori in stato d’agitazione, ha spiegato alla folla presente al varco del molo settimo che l’aspettativa e che vengano effettuati i controlli del caso.

Aggiornamento ore 14.30

Puzzer annuncia l’intenzione di proseguire a oltranza la protesta. Non solo. Da quanto gli risulta, ha spiegato, alle persone che sono andate a lavorare (circa il 40% del totale dei lavoratori portuali. Di questi il 10% sarebbe sprovvisto di pass) non è stato controllato il green pass. Per dimostrare questa affermazione ha chiamata in viva voce un dipendente di Samer che lavora al molo V a cui, a suo dire, non è stata controllata la certificazione verde. A questo punto Puzzer ha chiesto controlli a tappeto in porto. Ha ribadito di aver segnalato il fatto alla Prefettura, alla Questura, all’Asugi, alla Capitaneria, ai Carabinieri, all’Autorità portuale e all’Ispettorato del lavoro.

Aggiornamento ore 17.25

“Il lavoratore è stato allontanato”. Come riporta ANSA il terminalista Enrico Samer, presidente di Samer & Co. Shipping, dopo un controllo ha riscontrato che il lavoratore portuale sentito da Puzzer non è in possesso del green pass. “Controllo che – precisa Samer – comunque non spetta a noi”. Stefano Puzzer aveva raggiunto telefonicamente il lavoratore che aveva confermato in vivavoce durante una conferenza stampa che stava operando al molo V nonostante non avesse la carta verde.

Aggiornamento ore 19.30

mb.r