Giovani e istruzione, Lino Guanciale e Francesco Russo dialogano sulla scuola

13.10.2021 – 10.45 – Scuola e Istruzione. L’arena di piazza della Borsa, dopo aver accolto i big del centrodestra a sostegno del candidato sindaco uscente Roberto Dipiazza, si trasforma in punto di confronto per i più giovani. Classi pollaio, offerta formativa, alternanza scuola lavoro, i problemi di tipo relazionale e psicologico che i giovani studenti si trovano ad affrontare in questo periodo storico: questi gli argomenti affrontati dal candidato Francesco Russo con l’attore Lino Guanciale.

Il primissimo tema affrontato riguarda le proteste degli studenti partite dal crollo della succursale del Liceo Petrarca di Largo Sonnino: sono migliaia i giovanissimi che sono scesi in piazza in questi giorni, specchio di una generazione “profondamente coraggiosa – osserva Lino Guanciale – pronta a combattere per il diritto allo studio e che ha chiaro dove vuole andare”. Quella degli studenti triestini è una protesta che “denota una maturità che noi non avevamo – spiega – Questo dato va rispettato e preso ad esempio”. 

“Non sono qui per le elezioni amministrative – ci tiene a precisare Guanciale  ma per ribadire che gli studenti meritano di essere ascoltati e premiati”. Sin dalla propria formazione la civica di Punto Franco ha messo a disposizione dei giovani “le chiavi del programma politico – ricorda Russo – li abbiamo resi partecipi affinché ci tirassero per la giacchetta quando non andavamo in una direzione adatta alle loro esigenze. Stasera torno professore: la scuola è come il parlamento, ha quella dignità. Nella scuola si forma la coscienza civile e dobbiamo insistere perché i nostri percorsi formativi siano in grado di preparare cittadini adeguati ad affrontare temi e momenti difficili”. 

Ciò che è emerso dal dibattito è che per riformare la scuola è necessario partire dagli spazi, che l’amministrazione deve riprogettare facendo attenzione alla sicurezza, ripensandoli insieme alle parti sociali. “Si tratta di una responsabilità pubblica – chiarisce Guanciale – ci vuole buona volontà da parte dell’amministrazione e degli istituti stessi”. 

“I giovani hanno pagato questi due anni di pandemia più di ogni altra categoria – conclude il candidato di centrosinistra – il disagio si traduce in abuso di sostanze, autolesionismo, attacchi di panico. Sono stato accusato di aver strumentalizzato la morte di tre ragazzi – aggiunge in riferimento ai tre giovanissimi deceduti quest’estate – ma credo che ci vogliano educatori in strada, psicologi in strada. Ci sono 57 milioni a disposizione del comune di Trieste a favore delle opere pubbliche non spesi. L’avanzo libero di questi anni è pari a 10 milioni, vanno investiti per i ragazzi”. 

mb.r