Viaggio interplanetario con la fantasia: il romanzo ‘La Solimano’ di Guendal

23.09.2021 – 10.10 – Ogni uomo, per natura, desidera conoscere: superare ogni barriera conoscitiva, ambendo a sempre nuovi orizzonti in grado di stupire, meravigliare e, perché no, sconvolgere la nostra realtà.
La mente umana, fantasticando su cosa ci sia al di là delle Colonne d’Ercole della nostra conoscenza, è spesso in grado di catapultarci in avventure inverosimili; magari in un viaggio interplanetario, alla ricerca di una nuova umanità, con paradigmi sconosciuti e regole innovative: congetture che si ricollegano, per forza di cose, a ciò che viviamo quotidianamente, in un ambiente sempre più tecnologico e avveniristico che, con il passare degli anni, diventa terreno sempre più fertile per l’immaginario umano e scientifico.
Ed è in questo mondo ultra sensibile che lo scrittore Guendal Cecovini Amigoni si è immerso, creando il suo nuovo romanzo fantascientifico ‘La Solimano’ che verrà presentato sabato 25 settembre, alle 18, presso l’Antico Caffè San Marco di Trieste.
Un romanzo che, con lo scorrere della sua avvincente trama, non fa altro che nutrire la nostra immaginazione, mostrando il futuro che, forse, è già qui e ci aspetta.

Sono molti gli ambiti dove lei opera, sia sul piano culturale, sia sulla sua esperienza di vita e professionale. Quali sono i lavori che più l’hanno segnata?

“In ambito editoriale, ho preso le mosse scrivendo dei racconti, che sono stati un po’ il mio banco di prova, sui quali ho avuto dei riscontri molto lusinghieri e, quindi, ho cominciato subito a scrivere romanzi.
‘La Solimano’ è infatti il mio terzo romanzo, ma ne ho anche altri che probabilmente pubblicherò nei prossimi anni.
Inoltre, dalle mie precedenti pubblicazioni, sono stati fatti dei fumetti e, devo dire la verità, la cosa mi ha entusiasmato molto; quindi, se devo scegliere, sceneggiare i miei romanzi è una delle attività più divertenti che ho fatto.
Anche perché ci si confronta con i disegnatori, che hanno una visione del mondo molto particolare e quindi ci si ritrova in una sfida continua, perché fanno un lavoro che io non faccio, che è completamente fuori da ogni regola canonica”.

Si tratta quindi di un’ulteriore dimensione, e interpretazione, del romanzo.. 

“C’è da dire, comunque, che il momento creativo è sempre bello, a prescindere, qualunque cosa si faccia, perché è molto intenso: però, tra le varie cose, le più divertenti e di certo quelle più particolari, sono state sicuramente i fumetti.
Vedere il proprio lavoro rielaborato da qualcun’altro è sempre bello ed emozionante: penso che la sensazione si avvicini a quella di un compositore che scrive una canzone e la sente cantare da un bravo interprete”.

Cosa dobbiamo aspettarci da questo suo nuovo romanzo?

“È un romanzo di fantascienza che vuole intrattenere ed essere divertente, ma è molto particolare, perché io, in realtà, non sono un lettore di fantascienza.
Ho letto pochi romanzi di questo genere e, questo, secondo me, è l’unico modo per scrivere in modo innovativo di fantascienza: si tratta infatti di un genere talmente battuto che ormai ci si può cimentare nello scrivere di fantascienza utilizzando delle formule e dei sistemi fissi.
Allora, si ha questo meccanismo creativo che è molto artigianale, ma è artistico fino a un certo punto.
La Solimano, invece, è un romanzo di fantascienza che cerca di essere innovativo, o che comunque è stato inventato sotto quasi ogni profilo: al suo interno difficilmente si trova qualcosa di già visto o già letto, perché non mi sono basato sulla letteratura fantascientifica esistente”.

Il suo è un romanzo fantascientifico, ma quale rapporto ha con la nostra realtà?

“Questa è una domanda alla quale non risponderò, ma dico solo questo: quando si parla di fantascienza si può trattare il genere o facendo un racconto di qualcosa che avviene nel futuro, o nello spazio, oppure si può usare la fantascienza come metafora, come ho fatto io.
Ogni elemento narrativo rappresenta quindi qualcos’altro: viene raccontata quindi un’idea, utilizzando la fantascienza.
Il racconto tratta alcuni temi del nostro mondo tramite la metafora fantascientifica: non dirò di più, perché è bello che il lettore possa ambire ad arrivarci da solo.
Comunque, anche se non si coglie la parte metaforica, si tratta di un romanzo di fantascienza che comunque da soddisfazioni anche così”.

Parlando di Intelligenze Artificiali, qual è la sua opinione su questo delicato argomento che, ad oggi, si colora spesso di risvolti prettamente etici?

“Nel mio romanzo le intelligenze artificiali sono delle persone diverse, perchè sono sintetiche e non fisiche, e quindi alla fin fine hanno problemi di clandestinità e integrazione. Ovviamente, guardando alla nostra realtà, le AI sono sempre più presenti e sono sicuramente il futuro: si tratta di entità che prendono decisioni sempre più importanti, con un’oggettività e precisione impensabili per l’uomo.
Mi chiedo, ad ogni modo, se il progresso ci porti sempre verso un modello di vita migliore o meno: questa è una domanda che rimane sempre sospesa e che ci dobbiamo porre ogni volta che viene attuata una modifica alla nostra vita”.

Ha in serbo nuovi progetti o, appunto, nuovi libri?

“Penso che il prossimo anno pubblicherò un altro scritto, che è già concluso.
Adesso aspetto che si plachi un po’ anche l’emozione de ‘La Solimano’ per cominciare con il canovaccio di un nuovo romanzo: appena sarò un po’ più tranquillo, mi metterò a scrivere questo nuovo libro che, però, non sarà né di fantascienza né fantasy e sarà ambientato a Trieste”.

[c.c]