Protesta dei Ristoratori, Cinquepalmi (FdI): “Condivido i principi ma rispetto la legge”

15.01.2021 – 12:30 – Quello della ristorazione è uno dei settori maggiormente colpiti dalle conseguenze della pandemia da Coronavirus; basti pensare alle chiusure prolungate, alle aperture a singhiozzo, ai sussidi di stato che tardano ad arrivare. Tutto ciò origina nel tessuto sociale sconforto e malumori al punto da indurre alcuni a commettere azioni controverse. Per tanto, quest’oggi, Venerdì 15 Gennaio, in attesa di scoprire le ultime direttive del nuovo DPCM, è stata indetta una forma di protesta pacifica con lo scopo di sensibilizzare l’attuale situazione del settore della ristorazione italiana e, in qualche modo, sfidare le istituzioni, aprendo i locali e le relative cucine alla clientela, ritornando a servire piatti caldi e bevande a pieno regime, come un tempo. Una protesta, quella di oggi, che è stata ideata dai ristoratori della Regione Sardegna ma che, in breve tempo, ha trovato terreno fertile in quasi tutte le regioni d’Italia.

La protesta odierna, negli scorsi giorni, ha maturaro un grande seguito in rete, soprattutto sui social network a tal punto da far nascere l’hashtag #IoApro. Tuttavia, questa inedita forma di disobbedienza civile è stata immediatamente osteggiata dalle diverse associazioni di categoria le quali hanno invitato i ristoratori a non cedere a questo genere di atteggiamenti.

Il commento di Matteo Musacci, Vicepresidente Nazionale di FIPE:

“Queste manifestazioni, risultato di politiche improvvisate e programmazioni inesistenti, unite alla disperazione di una categoria senza più ossigeno, lasciano il tempo che trovano e, in più, vanno contro normative a cui nessun legale può opporsi. Si tratta di gesti radicali e inconsulti, che non possiamo appoggiare. Ecco perché FIPE ribadisce a gran voce di non aprire, perché poi le sanzioni vanno pagate, e contravvenire alle regole comporterebbe anche l’imposizione di chiusura” – ha dichiarato Musacci.

Il commento di Roberto Calugi, Direttore Generale di FIPE:

Una protesta che vede più svantaggi che vantaggi. In ogni caso, il governo farebbe bene a controllare il territorio, invece di massacrare un settore che invece è già di suo massacrato. È il caso di dire “Basta”, la misura è colma. Nessuno ci coinvolge e la mattina ci vediamo le notizie sui giornali” – ha dichiarato Calugi.

Il commento di Gabriele Cinquepalmi, ristoratore ed esponente di Fratelli d’Italia Trieste:

Dello stesso parere delle sigle sindacali lo è anche Gabriele Cinquepalmi, noto ristoratore del Comune di San Doriligo della Valle (TS).

La protesta dei ristoratori, pur condividendone i principi, non mi vedrà partecipe” ha dichiarato Cinquepalmi, lanciando sui suoi canali social il contro hastag #IoNonApro.

Sono da sempre critico verso questo Governo che non rappresenta in alcun modo il popolo, ma, come cittadino, imprenditore e politico rispetto la Legge: infatti non parliamo dei DPCM che qualche sentenza ha già definito illegittimi, ma di un Decreto Legge votato dalla maggioranza PD-M5S-IV che sostiene il Governo al Parlamento”.

Da ristoratore, – ha continuato – rispetto e tutelo i miei clienti e i miei collaboratori i quali, in caso di controlli, rischierebbero una pesante sanzione con conseguente chiusura del mio locale e quindi ulteriori perdite economiche”.

Questa però non è una resa. Non mollo di un centimetro la protesta politica verso chi ci governa a Roma senza alcun rispetto nei nostri confronti e verso quelli di cittadini, imprenditori, lavoratori, e degli studenti. Non finisce l’impegno contro chi ci governa a Roma affinchè vengano garantiti si i ristori, ma soprattutto la dignità e il rispetto di chi chiede semplicemente di poter lavorare, in sicurezza, nel rispetto delle leggi e delle regole” – ha concluso Cinquepalmi.