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lunedì, 8 Agosto 2022

Nave ospedale, FSI-USAE: “Profonda preoccupazione. Scelta scellerata”

28.04.2020 – 10.40 – “Questa Segreteria per voce del Segretario Territoriale Modica Matteo, del Coordinatore Cristian Vitrani e di Enrico Viezzoli, non può non manifestare la sua più profonda preoccupazione sulla scelta di adibire una nave traghetto a residenza per anziani positivi al covid“. A dichiararlo in una nota la Segreteria Giuliano – Isontina FSI-USAE. “E questa preoccupazione è rivolta sia agli anziani che vi verranno “ricoverati” sia al personale sanitario e sociosanitario che dovrà provvedere all’assistenza”.
“Dato che non abbiamo ricevuto un cenno di risposta dalla precedente nota sindacale, ci interroghiamo ed interroghiamo l’Assessore competente ed il Direttore Generale di A.S.U.G.I dr. Poggiana, sulle caratteristiche delle stanze e dei servizi presenti a bordo e quindi dimensioni, accessibilità, parti comuni dove questi nostri anziani andrebbero a vivere”.

“Ricordiamo che a bordo vi è un livello di rumore generato dai servizi che mal concilierebbe con la quotidiana fragilità degli ospiti, che molte cabine dispongono di mini oblò o addirittura nemmeno quello, per non parlare del rollio anche molto intenso in caso di condizioni meteomarine avverse”.
“A tutto ciò si deve aggiungere che le caratteristiche proprie di una nave traghetto mal si conciliano con l’accoglienza di anziani ed a tal proposito anche un intervento di soccorso da parte del personale del 118 non sarebbe per nulla agevole”.

“A questo punto ci chiediamo anche che responsabilità enorme avranno i lavoratori nel garantire l’assistenza e soprattutto la sorveglianza ai pazienti, dato proprio il fatto di esser a bordo di una nave con pericolo di caduta in mare o di caduta dai gradini impervi dell’imbarcazione”.
“E’ stato valutato il fatto che il paziente anziano e fragile fuori dal proprio luogo di dimora, tende a confondersi, spaesarsi e quindi a peggiorare le proprie condizioni di salute? Figurarsi poi a bordo di una nave”.

Quali sono le considerazioni e le analisi che i vertici politici ed amministrativi hanno fatto per concludere che l’opzione migliore sia quella di affittare una nave, anche alla luce che la palazzina degli infettivi è svuotata di reparti? E quanti sono i denari pubblici che verrebbero spesi per questa operazione e che potrebbe esser utilizzati piuttosto per la sistemazione del Maggiore in chiave anche futura? E se non il Maggiore perché non pensare ad utilizzare i padiglioni della caserma di via Rossetti?”

“I soldi per i lavoratori della sanità sono sempre un problema, ma per un’operazione scellerata come questa invece si trovano subito”.

c.s

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