02.09.2021 – 17.00 | Anche la Maggioranza del Governo nazionale si divide sul Green Pass. La scelta della Lega di esprimersi contro l’obbligatorietà della certificazione verde in commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati ha sollevato un polverone, con gli esponenti del Partito Democratico che si sono scagliati contro il Carroccio, accusato dal segretario dem Enrico Letta di “strizzare l’occhio ai no-vax”.
Le ricadute degli scontri sul terreno nazionale si sentono naturalmente anche a livello regionale: e così, il Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, viene ora sollecitato dagli esponenti del Partito Democratico in Consiglio Regionale a prendere una posizione netta sul Green Pass.
“Sarebbe bene che Fedriga si dissoci in modo chiaro da questa posizione espressa dal suo partito” ha dichiarato in un comunicato il capogruppo del PD in Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Diego Moretti, supportato dalla senatrice e collega di partito, Tatjana Rojc: “Attendiamo di capire se esponenti che passano da moderati come Zaia e Fedriga avranno la forza di giocare un ruolo diverso: per ora tacciono”. Fa eco ai due colleghi del PD anche Cristiano Shaurli, che pretende “dal presidente Fedriga arrivi una posizione chiara, immediata e che non lasci alcun dubbio”.
Dalla senatrice Rojc e da Moretti arriva inoltre anche una critica netta all’atteggiamento della Lega all’interno dell’attuale esecutivo Draghi: “È una variabile indipendente nella maggioranza di Governo” ha argomentato la senatrice, sottolineando come il voto contrario in commissione da parte del Carroccio abbia generato “uno scenario politico nuovo”, mentre per Moretti “il voto contrario espresso ieri dalla Lega alla Camera è un segnale sbagliato”.
Ciò che emerge da questo scenario è che, in ogni caso, la maggioranza è al momento nettamente divisa sul Green Pass: da una parte vi sono forze che vorrebbero introdurne l’obbligatorietà, dall’altra chi si oppone all’obbligo, controbattendo con la richiesta di tamponi gratuiti garantiti dallo Stato, con l’ipotesi per il Governo di porre la fiducia sul decreto.
E.R.


