Riparte la Capodistria-Divaccia: nulla osta per superare la grotta “inattesa”

27.09.2021 – 09.15 – Il secondo binario della ferrovia Capodistria-Divaccia supera il suo primo ostacolo, con l’autorizzazione giunta dalle autorità slovene ad oltrepassare la grotta scoperta a inizio agosto. Si tratta di una cavità sotterranea di grandi dimensioni, collocata nella zona del tunnel T1, tra Divaccia e Corgnale/Lokev. La grotta è stata dapprima studiata dall’Istituto di ricerca sul Carso e successivamente ne è stata proposta la chiusura, onde evitare danni al fragile ecosistema sotterraneo. Il via libera per aggirare la cavità è giunto infine proprio in questi giorni dall’Istituto per la protezione del patrimonio culturale della Slovenia.
Il raddoppio della Capodistria-Divaccia si colloca tra le più imponenti opere d’ingegneria perseguite in Slovenia, volte a “liberare” il porto di Koper dal collo di bottiglia dell’insufficiente tracciato ferroviario. Si compone di due diverse sezioni, la prima delle quali che misura 10 km e si estende fino a San Sergio/ Črni Kal e la seconda che ammonta a 27 km, con 6 tunnel e 2 viadotti. L’opera, da decenni in fase di progettazione, costerà 1 bilione di euro. L’obiettivo strategico è chiaramente concorrenziale a Trieste, considerando come proprio i collegamenti ferroviari rappresentino per lo scalo giuliano il “fiore all’occhiello” del rilancio portuale, con le nuove tratte dirette verso il bacino austro-tedesco e la formazione dell’Adriafer, la compagnia ferroviaria portuale triestina.
La Capodistria-Divaccia è stata negli ultimi anni avversata con forza dalla politica regionale, invocando spesso interventi a Roma; de facto però l’inizio dei lavori, con il taglio del nastro del 5 maggio 2021, è avvenuto senza che vi fossero reazioni dal Friuli Venezia Giulia.
Gli ambientalisti sloveni e italiani, in quest’ambito, ritengono che gli scavi potrebbero portare alla distruzione della Val Rosandra, diseccandone il già fragile sistema idrico.

[z.s.]