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martedì, 5 Luglio 2022

Macchine non a norma: l’importanza della valutazione dei rischi

30.09.2021 – 11.34 – Un macchinario industriale è costituito da un ampio numero di componenti, alcuni dei quali – si pensi a parti elettriche, meccaniche o contenenti sostanze chimiche – possono rappresentare un potenziale rischio nel caso in cui non venissero realizzati o usati nella maniera corretta.
Per questi motivi, vi è una Direttiva specifica a cui attingere, vale a dire la Direttiva Macchine, che riporta nello specifico tutti gli standard che un macchinario deve soddisfare per essere considerato sicuro. Per assicurarsi che ogni requisito di sicurezza essenziale sia effettivamente rispettato, è importante procedere all’analisi dei rischi macchine, con cui valutare, insieme al supporto di appositi professionisti, la presenza di eventuali criticità e intervenire per eliminarle.

Le direttive e le norme UNI. Oltre alla Direttiva Macchine, che è la più diffusa in assoluto, in alcuni casi nella valutazione del rischio occorre anche consultare la Direttiva Bassa Tensione, denominata anche LVD (dall’inglese Low Voltage Directive). Com’è facile evincere dal nome, essa si applica a macchinari che abbiano un voltaggio, in corrente continua o alternata, compreso tra i 50 e i 1.500 V.
La Atex, invece, si riferisce a dispositivi che, per calore e pressione, si presentino potenzialmente esplosivi: in base alle normative, il rischio dovrà essere scongiurato da uso corretto e dispositivi di sicurezza che impediscano l’evento.
Soprattutto in campo idraulico, invece, la normativa di riferimento per la valutazione del rischio è la PED che riguarda la pressione di acqua o altri liquidi nelle eventuali tubature, mentre la ECM riguarda la compatibilità elettromagnetica. Dispositivi con campi elettromagnetici simili, infatti, potrebbero non funzionare correttamente nel medesimo momento, per cui occorre adeguare la loro funzionalità perché sia sempre compatibile. Le normative UNI EN ISO, invece, sono da applicarsi verificando le leggi sia a livello nazionale, che europeo che mondiale (come da acronimo). Quella principale è la UNI EN ISO 14121 che è proprio riferibile alla sicurezza dei macchinari. La valutazione del rischio, però passa anche attraverso altre leggi similari a seconda delle sue caratteristiche peculiari: particolari elettrici, componenti atte all’arresto di emergenza, dispositivi di protezione integrati, spazi idonei alla manovra in sicurezza, parti idrauliche e molte altre varianti.

Manuale e Fascicolo Tecnico. Un macchinario a norma e uno non a norma, dunque, potrebbero essere individuati semplicemente dall’assenza del marchio CE se necessario per la categoria. Ma, al fine di risultare conformi e limitare al minimo i rischi, occorre anche presentare un manuale tecnico completo e articolato ove siano presenti tutte le istruzioni necessarie al funzionamento del dispositivo, nonché le protezioni eventuali da adottare e persino se è necessario che sia azionato e manovrato da personale specializzato. Saranno indicate le operazioni possibili e quelle da non fare, nozioni riguardanti la manutenzione sia ordinaria che straordinaria e persino lo smaltimento quando avverrà.
Il costruttore è anche tenuto a produrre e conservare in azienda il Fascicolo Tecnico, ove saranno presenti dati identificativi del produttore e del macchinario stesso, ivi inclusi numeri di serie e matricola. Si tratta di un documento che non si divulga se non in occasioni estreme ove si sia verificato un malfunzionamento che abbia provocato gravi danni: allora, solo le autorità possono richiederlo per la consultazione. La valutazione del rischio, in generale, diventa ancor più importante se il macchinario in questione viene acquistato usato. In quel caso, le garanzie sono di certo minori rispetto a uno nuovo provvisto già di marchio CE e, prima di richiedere l’adeguamento in tal senso, occorre proprio valutare determinati parametri: innanzitutto l’uso che verrà fatto della macchina, se viene usato da personale più o meno esperto, se presenta elementi a pressione o elettrici potenzialmente pericolosi e in che tipo di contesto è inserita.
Individuare le conseguenti norme e decidere se sia necessario coinvolgere o meno enti certificati sarà il passo successivo a tale valutazione.

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