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lunedì, 3 Ottobre 2022

G20, Messa (Università): Green pass prova di responsabilità per studenti

06.08.2021 – 15.05 – Come si può essere competenti in un clima (digitale) in continua trasformazione? Come sfruttare il digitale nel rispetto dell’etica? Come condividere i dati delle ricerche equamente, nel rispetto di una scienza aperta? La ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa ha affrontato questi argomenti durante la seconda giornata del G20; un momento storico, perchè era la prima volta che si riunivano i ministri per la ricerca scientifica.
Messa ha sottolineato come si tratti del primo G20 che porta sul tavolo gli argomenti della ricerca; parola quest’ultima con un significato molto importante, nella misura in cui costituisce una “chiave” per accedere a una ripresa che sia forte, sostenibile e inclusiva.
Affinché questo cambiamento si realizzi, secondo Messa, è necessaria una trasformazione digitale che parta dall’educazione; ma occorrerà anche investire a favore di infrastrutture digitali che siano sicure da utilizzare, come ha dimostrato il caso dell’attacco hacker in Lazio.

La dichiarazione culmine di questo G20 incentrato sulla ricerca vede, secondo Messa, tre pilastri fondamentali: le competenze nel campo digitale che possono provenire solo dalla ricerca e che occorre impartire non solo alle nuove generazioni, quanto agli stessi cittadini già inseriti nel mondo del lavoro. Ciò comporta riorganizzare il sistema educativo, cambiare i curricula delle università per focalizzarsi sulle nuove skills necessarie.

Il secondo pilastro sono i benefici previsti dalle tecnologie digitali che non devono travalicare i confini dell’etica; occorre un uso appropriato dei dati che dovranno essere riproducibili, affidabili e corretti. Seguendo un’etica della scienza, occorrerà anche che la ricerca sia il più possibile aperta; nel caso di finanziamenti pubblici, è corretto che i dati siano a disposizione per l’intera comunità.
In tal senso serve un’alleanza forte tra ricerca e formazione; si tratta di due mondi che devono lavorare insieme per garantire una ricerca autenticamente responsabile.

Il terzo pilastro è il dibattito sulle infrastrutture pubbliche digitali; non mancano in molte nazioni del G20, ma occorrerà lavorare con grande trasparenza, affinché diventino strumenti per tutti.

Infine, riecheggiando quanto sottolineato dal ministro Giorgetti per lo sviluppo economico e dal ministro Colao per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, anche la ministra Messa ha sottolineato che “non bisogna lasciare indietro nessuno“. In particolare la ministra ha sottolineato il gender gap presente a livello di discipline STEM in tutte le nazioni partecipanti, pur con le dovute differenze.

Tgsky24 ha interrogato la ministra sulla futura applicazione del Green Pass all’Università, professori e studenti inclusi. Secondo Messa, l’Università deve ritornare a essere in presenza; e se è stata l’accademia a inventare i vaccini anti Covid, è corretto che sia l’università stessa a promuoverli. Ovviamente, ammette il ministro, è molto più difficile per l’educazione nelle scuole. Per quanto concerne gli studenti universitari, secondo la ministra devono essere un esempio, dare prova di responsabilità a fronte dell’emergenza Covid. Per chi non vuole o non potrà vaccinarsi, ha evidenziato Messa, rimarrà l’insegnamento da remoto sperimentato nell’ultimo biennio.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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