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sabato, 3 Dicembre 2022

Ripartenza, al Tavolo anche i portatori di interesse: “Serve fare rete”

23.07.2021 – 16.15 | Piena disponibilità alla costituzione di una rete stabile sulla qualità legislativa, ma anche la necessità di competenze multidisciplinari e trasversali, nonché di sviluppare strumenti informatici ad hoc per la taratura e il monitoraggio dei provvedimenti. Il tutto ai fini di semplificare e sburocratizzare, rendendo sempre più trasparente ed efficace l’attività di produzione normativa.

Questi alcuni degli spunti principali emersi nella prima parte dei lavori del Tavolo per la Terza ripartenza del Fvg, dedicati al tema “Legiferare meglio: unire le forze per produrre leggi migliori”, attraverso una serie di audizioni in modalità telematica che hanno coinvolto gli stakholders dei bacini della formazione, dell’innovazione e della ricerca.

L’incontro, coordinato dal presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ha impegnato anche i componenti della V Commissione consiliare presieduta da Diego Bernardis (Lega).

Andrea Crismani (Università degli studi di Trieste) ha confermato la necessità di “studiare le norme oscure e la specifica casistica. Serve una prospettiva multidisciplinare, affiancata da strumenti informatici in grado di introdurre sistemi di taratura e correzione dei testi che possono essere imperfetti o incerti. L’esigenza di semplificazione, inoltre, si sviluppa nel senso della riduzione dei testi normativi, ma anche dell’introduzione di strumenti legislativi, applicativi e amministrativi per sveltire la macchina burocratica“.

Paola Del Negro, direttore generale dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (Ogs), ha espresso l’auspicio che “possa essere sviluppata l’informatizzazione per coinvolgere l’alto numero di enti di ricerca presenti sul territorio da mettere a sistema per risparmiare tempo, energie e risorse”. Pienamente concorde Stephen Taylor, vice direttore di Area Science Park, che ha aggiunto la considerazione che “è opportuno utilizzare tale collettività di prestigio verso approcci innovativi, sfruttando le singole competenze per migliorare il processo. È necessario renderlo più trasparente e chiaro, ma serve anche un feedback che consenta eventuali correzioni strada facendo e un meccanismo per gestire in maniera open i dati raccolti scientificamente con un monitoraggio continuo”.

Daniela Beltrame, direttore dell’Ufficio scolastico regionale, ha segnalato “gli aspetti di forte connessione tra il diritto allo studio e il sistema del trasporto pubblico locale“, evidenziando tra le principali problematiche “il decentramento dei poli scolastici, la sicurezza degli edifici e i limiti delle infrastrutture telematiche, anche in relazione alla didattica digitale integrata. È anche necessario ripensare completamente l’orientamento scuola-lavoro, ovviando alla mancanza di collegamento e di comunicazione tra scuola e università”.

Dimitri Girotto, a nome dell’Università degli studi di Udine, ha confermato una piena adesione “per contribuire a un processo legislativo più efficace. I piani strategici dei progetti di ricerca sono già orientati sul Pnrr e sugli obiettivi europei legati al 2030, ma per un vero cambio di passo serve più attenzione alla fase ascendente. Bisogna eliminare le ambiguità linguistiche presenti nei testi normativi e prestare più attenzione alla tecnica”.

Maggiore omogeneità nei sistemi è anche l’auspicio di Erika Maran, vice segretario generale della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati (Sissa), mentre Paola Stuparich (direttrice generale dell’Enaip Fvg) ha garantito “il massimo supporto da parte del sistema della formazione che può rivelarsi un player importante, perché abbiamo gli strumenti per aiutare il processo”.

Collaborazione, trasversalità e lavoro sinergico sono stati manifestati anche da parte di tutti i consiglieri intervenuti nel corso del successivo dibattito. Il capogruppo forzista Giuseppe Nicoli ha premesso, però, che “la strada è ancora lunga e complessa, soprattutto per il rispetto dei tempi sulle opere pubbliche o la rendicontazione delle stesse. Bisogna giungere velocemente a una modernizzazione che passa per la digitalizzazione, perché la sburocratizzazione impone una semplificazione del quadro normativo. La scienza nella sua totalità può dare un grande contributo”

Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) si è concentrato sugli aspetti qualitativi della legislazione. “Un concetto, però, tutto da definire, perché mancano parametri precisi. Serve un’omogeneità di contenuti, difficile da raggiungere con le leggi omnibus. Le migliori, infatti, sono quelle che rispondono a un problema”. Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) ha accennato “alla disarticolazione nello scrivere e all’assenza di tecnica legislativa. Una fortissima accelerazione si rivela perciò necessaria, anche con la politica dei piccoli passi. La
burocrazia non è la causa, ma l’effetto di un modo superato di legiferare”.

Sul fronte pentastellato, Cristian Sergo ha portato alcuni esempi relativi “a un modo di operare che incide sulla qualità legislativa” e ai disagi legati alle diverse interpretazioni della stessa norma. “Se vogliamo una legislazione di qualità, dobbiamo evitare che ciò avvenga. Un dibattito pubblico – ha detto – è sempre importante per giungere a decisioni non divisive con l’obiettivo della semplicità e dell’efficacia”. Le parole del collega di partito Mauro Capozzella, particolarmente apprezzate dal presidente Zanin, hanno evidenziato “un Paese ancora ingessato, farraginoso e lento nel dare risposto a imprese e cittadini. Il 1992 era stato uno spartiacque, dando il via a un eccesso compulsivo nel legiferare e creare burocrazia. La Costituzione dà ai partiti politici un ruolo fondamentale per la costruzione di una classe dirigente in grado di produrre uomini e donne capaci di legiferare, guardando alle generazioni future e non alle successive elezioni”.

Il dem Roberto Cosolini, presidente del Comitato per la legislazione, il controllo e la valutazione (Clcv), ha suggerito di “sfuggire alla tentazione di fare da soli, chiudendosi dentro le aule. Esiste la necessità di coinvolgere, ascoltare e dialogare, fornendo opportunità e trovando strumenti per un confronto reale che incida nei procedimenti legislativi con leggi in grado di resistere nel tempo. Il metodo di lavoro richiede fatica e tanto lavoro verso risultati migliori, più semplici, efficaci e aderenti ai bisogni della comunità, superando la tentazione degli spot legislativi”.
C.S. Consiglio regionale FVG

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