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martedì, 4 Ottobre 2022

Lavoratori del Teatro Verdi in stato d’agitazione: “Riconquistare ciò che ci spetta attraverso ogni forma di lotta”

14.07.2021 – 09.35 – Le segreterie territoriali di Trieste di Sic-Cgil, Uil-Com e Fials-Cisal hanno proclamato lo stato d’agitazione dei lavoratori del Teatro Verdi di Trieste, spiegando come il Teatro triestino “stia cavalcando la crisi dovuta all’epidemia Covid e intenda continuare a farne pagare le spese alle lavoratrici e ai lavoratori” spiegano le firme sindacali in una nota, “per potersi poi fregiare con la stampa e la politica dei “grandi risultati” e degli utili di bilancio”.
Le problematiche segnalate dai sindacati riguardano il mancato rispetto del contratto Integrativo Aziendale, gli orari del settore tecnico amministrativo, la definizione delle modalità di recupero della banca ore ed il mancato rinnovo della contrattualizzazione del personale di sala e del personale a tempo determinato.
“Ben due milioni e seicentomila euro sono stati iscritti come utile netto e molte altre risorse sono state accantonate in fondi di riserva” continua la nota dei sindacati, che accusano l’amministrazione del Teatro d’aver infierito “sui lavoratori scatenando una vera e propria sindemia di tagli agli stipendi, ricorrendo a provvedimenti arbitrari e a creative interpretazioni dei contratti e degli accordi aziendali al solo fine di racimolare fino all’ultimo centesimo possibile dalle buste paga delle lavoratrici e lavoratori”.
A seguito della pubblicazione del bilancio 2020 del Teatro Verdi i lavoratori si aspettavano “di vedere la riassunzione immediata delle maschere escluse dalle chiamate di questa stagione, e di veder reintegrato il personale a termine che si è visto rescindere dal giorno alla notte il contratto di lavoro allo scoppio della pandemia”, invece “la direzione ci ha convocati frettolosamente solo dopo che era già stata indetta la mobilitazione con il presidio delle suddette maschere e avrebbe voluto che firmassimo un generico e fumoso protocollo nel quale proponeva di riconsiderare gli incarichi per il personale di sala, senza però specificarne i modi e i tempi e nemmeno le condizioni di un eventuale accordo”.

La risposta della sovrintendenza del Teatro aveva evidenziato come delle 24 maschere “storiche” del Teatro presenti fino a inizio 2021, solo nove erano in possesso dei requisiti di legge e, per tanto, sono state tutte richiamate al lavoro. Tuttavia, solo in 7 avevano accettato. Nella settimana del 27 giugno poi, anche l’assessore regionale Alessia Rosolen si era espressa nei confronti della situazione del Teatro Verdi che a proprio dire “si è impegnato a non esternalizzare il personale di sala, ad aprire un tavolo per estendere i limiti di età per l’utilizzo dei rapporti di lavoro intermittente e ad assumere quei lavoratori che attualmente non sono in organico in base all’accordo di prossimità, non appena questo atto sarà sottoscritto”.
“Siamo certi che per raggiungere e garantire un risultato artistico, mantenere la presenza di spettatori e attrarre contributi e sponsorizzazioni, la prima cosa che una buona direzione deve fare è restituire valore al lavoro” hanno aggiunto i lavoratori, spiegando che il loro augurio è quello di “risolvere celermente queste problematiche e di normalizzare le relazioni sindacali, altrimenti sarà pressoché inevitabile dover ricorrere ad altre azioni per riconquistare, nella solidarietà e unità delle lavoratrici e del lavoratori del Teatro, tutto quello che gli spetta attraverso ogni forma di lotta possibile”.

mb.r

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