06.07.2021 – 11.33 – Da oggi c’è un po’ di Svizzera a Trieste: la Biovalley Investments S.p.A., realtà triestina “BioHighTech” nota per sostenere progetti e start up nell’ambito biomedico, ha acquisito l’88% di Swiss Integrative Center For Human Health (SICHH), centro di Ricerca svizzero specializzato in sistemi innovativi nell’industria delle tecnologie mediche.
Si conferma anche a Trieste (una delle sedi di Biovalley è l’Urban center) come la frontiera della tecnologia sia quella medicale; un processo già in atto da tempo, ma accelerato dall’emergenza Covid-19.
Non a caso il SICHH, che ha sede a Friburgo, è attivo in particolare nella diagnostica salivare di precisione non invasiva. Attualmente SICHH occupa 14 ricercatori e tecnici, con numerose pubblicazioni scientifiche ed un brevetto attivo dal 2021, su una metodologia preanalitica che ha permesso al SICHH di commercializzare test salivari per Covid-19 per la sorveglianza della popolazione.
Biovalley Investments ha acquisito la maggioranza delle quote del SICHH, mantenendo però il partenariato pubblico-privato: restano con quote di minoranza l’Università di Friburgo, l’Institut et Haute Ecole de la Santé, La Source di Losanna, l’Université de Neuchâtel, lo Swiss Institute of Bioinformatics, l’HFR Fribourg – Hôpital cantonal e l’Istituto Cardiocentro Ticino.
Le attività di ricerca di SICHH rimarranno in Svizzera, ma grazie al suo nuovo ruolo la Biovalley mira a favorire le imprese innovative italiane nei cantoni del paese.
D’altronde la mission di Biovalley Investments è sempre stata di promuovere la crescita di un ecosistema BioHighTech in Friuli-Venezia Giulia, in Veneto e, oltreconfine, nella macro regione Alpe Adria, tutti territori già molto all’avanguardia nell’ambito della ricerca scientifica. Limitandosi alla sola Trieste Biovalley si è inserita nell’Urban Center; ha acquisito il Business Innovation Center; ha fornito servizi alle aziende di Area Science Park con un Cloud HPC Data Center. L’acquisizione del SICHH è un ulteriore passo in questa direzione: il Centro rappresenta infatti un’eccellenza internazionale e riconosciuta espressione di un altro territorio fertile nell’ambito della ricerca e sviluppo – il Canton Friburgo – forte di una rete di oltre 250 operatori del settore.
“Il SICHH – ha dichiarato Diego Bravar, presidente di Biovalley – è un’eccellenza internazionale che si sta distinguendo in particolare per lo sviluppo e l’erogazione di test salivari all’avanguardia per il Covid-19. Siamo molto orgogliosi e soddisfatti di poter far crescere con la ricerca del SICHH l’innovazione industriale non solo nei territori svizzeri, ma anche in Italia.”
“Abbiamo già definito nuovi progetti di R&D per la crescita – conclude Bravar – Anzitutto lo sblocco di alcuni brevetti, oltre alla creazione di importanti sinergie, come con Biovalley, in particolare per il Chemomaker, un robot in grado di dosare i farmaci per i pazienti oncologici in ambiente ospedaliero. A tal fine utilizzeremo anche le numerose tecnologie ad alto potenziale del SICHH, che hanno già permesso di sviluppare un innovativo test salivare per il Covid-19. Per i prossimi sei mesi abbiamo già pronti quattro progetti di R&D condivisi e prevediamo di potenziare anche il personale specializzato del Centro. Vogliamo consolidare la posizione del SICHH come un Centro di riferimento per lo sviluppo di tecnologie integrate sulla salute umana sia in Svizzera sia a livello internazionale.”
[z.s.]


