Burlo, progetto ‘IMAgiNE’: cure neonatali sempre più all’avanguardia in Friuli Venezia Giulia

29.08.2020 – 08.30 – Sta entrando nel vivo il progetto triennale “IMAgiNE”, fortemente sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia: nato da un precedente studio pilota condotto all’Irccs Materno- Infantile Burlo Garofolo nel 2016-2018 denominato “Quando“, il progetto, lanciato a novembre 2019, si pone come obiettivo finale la promozione in tutti i punti nascita del territorio, dell’implementazione degli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per migliorare la qualità delle cure materno infantili a livello ospedaliero attraverso una survey volontaria tra mamme e operatori sanitari, per mezzo di un questionario standardizzato e mediante corsi di formazione.
Ieri mattina, alla presenza del vicepresidente con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, del direttore generale del Burlo, Stefano Dorbolò, del direttore generale dell’Arcs, Giuseppe Tonutti e del direttore scientifico del Burlo, Paolo Gasparini, la dottoressa Marzia Lazzerini, dirigente medico del Centro collaboratore Oms del Burlo ha illustrato lo stato di avanzamento dei lavori dopo la conclusione della fase preparatoria e ha presentato il materiale promozionale.

Un’iniziativa di assoluto rilievo che poggia sul rigore scientifico e l’esperienza dell’Ircss Burlo Garofolo. Un’attività che, ha spiegato Riccardi, allungando la catena delle conoscenze e delle informazioni sulle degenze e studiando efficacia e risultati delle buone pratiche adottate, contribuirà ad alzare qualità ed efficienza delle prestazioni, consentendo così alle degenti e alle loro famiglie di fruire delle migliori condizioni di salute erogabili a livello ospedaliero.
Nello specifico, coinvolgendo un campione di circa 10mila partorienti e tutti gli operatori dei punti nascita regionali il progetto “IMAgiNE” attraverso l’implementazione degli Standard Oms delle cure materno neonatali, migliorerà la qualità delle cure erogate a livello ospedaliero nell’assistenza al parto e immediato post-parto. Il progetto, inoltre, indagherà la qualità delle cure erogate durante la gravidanza, il travaglio, il parto e il puerperio sia nella percezione da parte dell’utenza (le donne e le loro famiglie) sia da parte degli operatori sanitari che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere.

“Ad oggi” ha spiegato la dottoressa Lazzerini “sono stati raccolti dati su oltre 2500 mamme, che hanno partorito sia alla fase pre-Covid che nella fase Covid, ed in questo ci attendiamo che i risultati possano essere informativi anche della risposta dei servizi sanitari in fase pandemia. Per promuovere il progetto è stato sono stati predisposti un poster/flyer e una borsa in tela che sarà consegnata alle mamme coinvolte. Sono, inoltre, in corso la realizzazione di un sito web, la predisposizione di promozione sui social, nonché la raccolta della rassegna stampa. In particolare, la scelta dell’immagine utilizzata per il flyer è stata guidata dalle caratteristiche del target che, secondo i dati Cedap, vede circa un quarto delle neomamme essere di origine straniera, mentre il testo usato per la borsa è basato sulla Carta delle cure materne rispettose promossa dall’OMS. La visione dell’OMS” ha concluso la dott.sa Marzia Lazzerini, responsabile del Centro collaboratore OMS del Burlo, tornando sugli scopi del progetto IMAgiNe “pone un forte accento sulla centralità del paziente e il rispetto dei suoi diritti“.

“Nello specifico, molti degli Standard OMS si ispirano alla Respectful Maternity Care Charter (Carta delle Cure Materne Rispettose) che è stata sviluppata nel 2011 sulla base anche della Carta Universale dei Diritti Umani, al fine di fornire una guida chiara relativa ai diritti delle donne nel parto e immediato post-parto. Una migliore conoscenza degli Standard OMS e della carta delle Cure Materne Rispettose da parte degli operatori sanitari e della popolazione potrebbe favorire l’implementazione dei contenuti e quindi un effettivo miglioramento della qualità delle cure. È ora in fase di avvio l’espansione del progetto a livello europeo, attraverso un network, già identificato, in 12 paesi (il nuovo progetto, si chiamerà appunto IMAGINE- EURO“.

Il direttore generale del Burlo, dott. Stefano Dorbolò, ha sottolineato come questo progetto “sia un esempio dell’attenzione che da sempre il nostro Istituto pone al rispetto dei diritti dei pazienti. Siamo orgogliosi e grati del lavoro svolto dal Centro Collaboratore OMS del Burlo che, grazie al sostegno della Regione, alla collaborazione dell’Arcs e di tutti i punti nascita regionali sta portando avanti con dedizione un’attività sicuramente utilissima al costante miglioramento della qualità delle cure materno infantili”.

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