“I dannati del Covid sono stati i cittadini”. Maria Giovanna Maglie a “L’Europa dopo la tempesta”

26.07.2021 – 15.12 – Aveva accarezzato l’idea di trasferirsi a Trieste, Maria Giovanna Maglie, qualche tempo fa, al rientro in Italia dopo un lungo periodo passato a lavorare negli States. La nostra città la incuriosiva. La sua storia, l’essere stata a lungo capitale di un Impero, la sua posizione di confine tra occidente ed oriente. Una realtà aperta, cosmopolita, di certo non provinciale, se commisurata all’Europa e al mondo.
Ma poi, come spesso succede con quelle vicende che condizionano la vita, e ascoltando il suggerimento di Susanna Tamaro, “Va dove ti porta il cuore”, scelse Roma, per vivere con il suo compagno siciliano.
Considerato però il legame affettivo, non poteva mancare Trieste tra i luoghi scelti per la presentazione del suo nuovo libro: “I dannati del Covid”.
Nel corso del convegno “l’Europa dopo la tempesta”, organizzato dagli europarlamentari della Lega e svoltosi al Centro Congressi venerdì 23 luglio, la giornalista, noto volto televisivo e Social ha parlato dell’Italia e degli italiani al tempo del Virus. “I dannati del Covid, nel nostro paese, sono stati i cittadini” ha spiegato. Contagiati, segregati, confusi, impauriti e spesso lasciati da soli ad affrontare quella che è stata una crisi sanitaria, economica, emotiva, psicologica senza precedenti.

Nel libro vengono descritte dodici diverse storie: dal medico, che con coraggio ha combattuto in corsia per poi ammalarsi gravemente, al commerciante che ha visto polverizzarsi gli sforzi di una vita e si è sentito costretto a ricorrere al sostegno di usurai per sopravvivere. Storie simboliche nelle quali, secondo il parere della saggista, si possono riconoscere tanti cittadini e che, a suo avviso, avrebbero potuto essere evitate, se in Italia ci fosse stata una diversa attenzione alla persona, alla sua salute, all’impresa e al lavoro.
All’interno di una sala gremita, Maria Giovanna Maglie ha avuto anche modo anche di parlare di sé e delle sue esperienze lavorative. Da professionista, intellettuale ma soprattutto da donna libera, ha descritto la difficoltà di stare in TV e farsi spazio per chi non è esattamente in linea con il politically correct, quel politically correct che, a suo dire, negli ultimi anni, in Italia, ha fatto forte presa su una parte politica a corto di argomenti e consensi.
Maria Giovanna non ama il pensiero unico, si tratti di Coronavirus, di fisco, di giustizia o di ecologismo. E non perde occasione per dimostrarlo. Da donna matura e sicura di sé, conosce le regole del gioco e del mainstream ma decide, con cognizione di causa, sapienza e intelligenza di dire comunque e sempre ciò che pensa, anche a costo di scontentare qualcuno. Sa dosare le qualità più femminili. La delicatezza tipica delle donne e la forza, quella che sappiamo sviscerare noi quando siamo certe di essere dalla parte del giusto. Stigmatizza l’ecologismo troppo spinto, che sembrano abbracciare tanti politici europei, la lentezza italiana nel reagire difronte alle crisi, la burocrazia e non lesina parole di critica al ddl Zan. Emancipata, indipendente, capace di argomentare su tutto, una donna moderna, una persona da pari opportunità più che da quote rosa. Così mi è sembrata la Maglie e così la racconterei.

[c.d.g.]