05.07.2021 – 17.30 | “Non credo ci sia nessuno in Parlamento contrario a condannare atti discriminatori o violenti basati sugli orientamenti sessuali o più in generale sull’omo-transfobia, ma un conto è la tutela penale, altro è la pretesa di riconoscimento giuridico. La tutela penale già c’è, anche se dobbiamo fare i conti con una tendenza al panpenalismo per cui tutto deve risolversi in un’ottica di rilevanza penale. Per quanto riguarda l’identità di genere, siamo a una vera e propria sovrastruttura ove si pretende di cristallizzare in nome dell’autodeterminazione un presunto diritto al riconoscimento della percezione di sé”.
Lo scrive in una nota Franco Dal Mas, senatore di FI e componente della commissione Giustizia a Palazzo Madama.
“Quanto al richiamo alla libertà d’espressione, questa è già costituzionalmente riconosciuta: l’uso improprio delle parole, oltre che ridondante, appare un superfluo che stona e rischia di essere controproducente. Punti che meritano un surplus di riflessione, senza che questa venga vista come un tentativo di affossare il disegno di legge Zan. Nell’attuale contesto – conclude Dal Mas – personalmente credo che la proposta di mediazione di Italia Viva rappresenti un punto di caduta o, per meglio dire, di partenza per una soluzione quanto più condivisa”.
C.S. Franco dal Mas (FI)


