Cuba Libre, il popolo cubano di Trieste scende in Piazza per dire basta alla menzognera dittatura socialista

18.07.2021 – 06:00 – Nella giornata di Domenica 11 Luglio 2021, sull’isola caraibica di Cuba, nel Centro America, la popolazione ha dato il via ad ampie proteste contro l’attuale Governo al cui capo risiede l’accademico nonchè ingegnere elettronico e membro del Partito Comunista Cubano, Miguel Diaz Canel, il quale, nell’Ottobre del 2019, ha assunto il titolo di Presidente dello Stato di Cuba. Il verificarsi di rivolte popolari sull’isola non è una novità, se non fosse che questa volta stanno interessando il Paese da nord a sud dimostrandosi le più partecipate sin dalla fine degli anni ’50 quando i rivoluzionari di Fidel Castro ottennero la guida della Nazione nel 1959.

Le proteste hanno avuto origine presso San Antonio de Los Baños, una cittadina a circa 25 chilometri dall’Avana, la capitale. Nel giro di poche ore, poi, si sono estese a tutte le più grandi città cubane coinvolgendo infine anche i paesi minori. Al grido di “Patria e vita!” motto che fa il verso al celebre slogan castrista “Patria o morte!”, il popolo cubano è sceso nelle piazze e nelle strade dell’isola per chiedere le dimissioni del Governo, manifestare contro la crisi economica e reclamare la mancanza di cibo e generi di prima necessità; in particolare medicinali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, tuttavia, è stata la mala gestione della pandemia da Coronavirus la quale, sull’isola, non tende a svanire facendo registrare, proprio in questi giorni, il picco più alto di contagi sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria.

Nonostante la gravità della situazione in cui versa il popolo cubano, il Governo Diaz Canel ha risposto alle proteste con inaudita violenza inviando nelle strade, per la prima volta dopo decenni, agenti in tenuta antisommossa i quali hanno arrestato centinaia di persone. Negli scontri, diverse persone sono rimaste ferite ed alcune hanno perso la vita come il 36enne cubano, Diubis Laurencio Tejeda, fucilato, secondo le scarse informazioni rilasciate dal Governo, mentre stava tentanto di fare irruzione in un palazzo del Governo. Nelle ore successive, poi, Diaz Canel ha ordinato di interrompere la connesione a internet sull’isola per alcune ore con il fine di evitare che le immagini delle violenze si diffondessero tra la gente ed evitare così che altri cittadini organizzassero nuove manifestazioni di protesta attraverso i social network. Nei giorni successivi, infatti, la connessione è tornata a singhiozzo, ma diverse piattaforme come Facebook, Twitter e Telegram sono rimaste bloccate.

Manifestazioni negli USA e nel Vecchio Continente:

In queste ore, manifestazioni pacifiche si stanno organizzando anche negli Stati Uniti e in Europa dove le migliaia di expats originari di Cuba si stanno riunendo a sostegno dei suoi connazionali e per chiedere ai governi di tutto il mondo di prestare il loro supporto alla causa.

…anche a Trieste:

Nel pomeriggio di ieri (Sabto 17 Luglio 2021), attorno alle ore 16:00, un nutrito comitato di cittadini cubani e sostenitori locali si è riunito pacificamente in Piazza Unità d’Italia, nei pressi della Fontana dei Quattro Continenti per dire basta ai regimi socialisti e basta al Governo Diaz Canel. Nell’ambito della manifestazione, abbiamo intervistato alcuni di loro per comprendere in maniera più approfondita le motivazioni alla base delle loro proteste.

Il popolo cubano negli scorsi giorni è sceso nelle piazze per richiedere la libertà – ha dichiarato una cittadina originaria di cuba residente a Trieste. Nonostante il recente cambio di Governo, le condizioni di vita del nostro popolo sono sempre le stesse da ormai 62 anni. I cubani hanno deciso di dire basta. Basta dittature che non lasciano esprimere liberamente il pensiero dei cittadini. I cubani vogliono cambiare il sistema e cacciare il Presidente Diaz Canel, un uomo bugiardo che sta provando a nascondere tutto ciò che sta avvenendo in questi giorni sull’isola e che sta cercando di gestire la situazione con l’uso della violenza”.

“Stiamo scendendo nelle piazze anche negli USA e in Europa per cercare appoggio all’estero. Attualmente i cubani sono soli. Il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, nonostante diversi proclami non ci sta appoggiando come pensavamo ed ora ci ritroviamo per richiedere un sostegno umanitario di natura internazionale. Le persone di tutto il mondo devono sapere cosa sta succedendo sulla nostra isola; il Governo cubano sta letteralmente ammazzando i cubani. Tutto questo è incredibile”.

“Il governo cubano – ha continuato un altra manifestante – sta ordinando ai giovani militari i quali stanno osservando il loro periodo di leva di andare contro i cittadini in rivolta con spranghe, sassi e armi bianche; il tutto rigorosamente senza divisa con il fine di far apparire nei filmati e nelle immagini giornalistiche che le violenze vengono eseguite dalla popolazione e non dalle Forze dell’Ordine”.

Il commento di Alessandro Clementi, esponente dell’Associazione di Amicizia Italia-Cuba:

“Sono trent’anni che frequento l’Isola e in trent’anni non è mai cambiato niente. Il Bloqueo (embargo commerciale, economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba all’indomani della rivoluzione castrista, sospeso ma mai cancellato il 17 Dicembre 2014 dal Presidente USA Barack Obama e reintrodotto dal suo successore Donald Trump fino a quando non ci sarebbro state libere elezioni sull’isola), è solo una strumentalizzazione. Quel blocco doveva funzionare solo quando sull’Isola ci sarebbe stata una occupazione militare, occupazione che a Cuba non è mai esistita. A Cuba, già negli anni ’90, in pieno Periodo Especial (periodo di crisi economica verificatosi dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica), si poteva comprare la merce provveniente da qualsiasi Paese del mondo purchè pagata in dollari. Il Bloqueo, o embargo come lo si intende in Europa, è in realtà un blocco voluto dall’interno da un sistema comunista che l’ha voluto applicare nei confronti del popolo“.

“Quello dei Governi cubani è un sistema che negli anni ha portato morte, distruzione e miseria. Credo sia giusto prendere le distanze da qualsiasi tipo di dittatura, di destra e di sinistra, ma quella cubana forse è la peggiore in quanto insita dentro di lei c’è la menzogna“.

“Nel 1996 mi trovavo all’Ospedale più centrale de l’Avana, il Calisto Garcia. Ero alla ricerca di un antibiotico per mia moglie cittadina cubana; mi risposero che non lo avevano. Successivamente, con il mio passaporto italiano mi sono recato presso l’Ospedale Cira Garcia, un nosocomio prettamente frequentato da turisti, e subito me l’hanno trovato. Lo pagai 20 dollari e, al di là del fatto che fosse scaduto da un anno, riportava l’ettichetta “Donacion de la Republica de Alemana” (Donazione della Repubblica di Germania). Questa prassi è sempre successa e sta continuando a succedere. Mi dispiace dirlo ma mandare soldi, beni di prima necessità e medicinali sull’Isola è inutile in quanto vengono requisiti dal Governo, dal Minsitero della Forza Armate e dal Partito Comunista. Non arriveranno mai al popolo cubano”.

g.t.

 

 

 

 

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