Che cos’è Koo? Il nuovo Twitter indiano apre una nuova questione “social”

09.07.2021 – 11.15 – Chi l’avrebbe mai detto che il celebre uccellino candido, rappresentante d’eccellenza di Twitter, potesse avere come competitor un nuovo volatile, questa volta giallo.
Si tratta di Koo, una app di microblogging lanciata in India un anno fa e che, ad oggi, ha conquistato non solo il territorio indiano e le sue istituzioni, ma anche la Nigeria, che ha addirittura bandito Twitter, privilegiando l’alternativa indiana.
Questo nuovo social nasce nel cuore della Silicon Valley India, Bangalore, e spicca il volo nel bel mezzo della pandemia da Coronavirus grazie agli imprenditori Aprameya Radhakrishna e Mayank Bidawataka.
Una piattaforma che si basa sull’utilizzo di lingue locali, ma che ben presto ha cavalcato l’onda della tendenza internazionale, paradossalmente proprio su Twitter: complice, in prima linea, l’endorsement dello scorso febbraio, dei vari ministri di primo piano del governo guidato da Narendra Modi, i quali hanno twittato chiedendo ai loro follower di passare proprio a Koo.

Nello stesso periodo, inoltre, il governo indiano pubblicava delle nuove linee guida ai sensi della Legge sull’IT 2021, che prevedevano che le società alla guida di un social network nominassero un responsabile dei reclami il quale, in caso di necessità, provvedesse alla rimozione dei post oggetto di reclamo entro pochi giorni dalla richiesta ufficiale.
Altro elemento di punta della questione è il vincolo legale per il quale le aziende, in alcuni casi e su richiesta di un tribunale o del governo, sarebbero tenute a rintracciare l’autore di un particolare messaggio; aspetto che Twitter ha prontamente bollato come “attacco alla democrazia”.
Il governo indiano ha poi proseguito con una linea d’azione dura, annunciando che Twitter non gode più di alcuna protezione legale rispetto alle sue responsabilità in merito ai contenuti pubblicati dagli utenti indiani.
Una mossa che solleva due questioni: la prima è sicuramente il rischio che Twitter venga bandito in India, mentre il secondo è la previsione di un’impennata decisa di Koo.

Ma come funziona Koo? Essenzialmente è molto simile al suo “cugino” Twitter: gli utenti possono pubblicare i loro pensieri in 350 caratteri, limite leggermente superiore rispetto ai 280 caratteri di Twitter. Supporta inoltre immagini, video e contenuti audio.
È possibile seguire altri utenti della piattaforma per ricevere aggiornamenti, potendo utilizzare pulsanti per apprezzare, commentare e ridistribuire il contenuto di altri utenti sulla piattaforma.
La sua caratteristica principale però è che si tratta di una applicazione che supporta diverse lingue native, tra cui hindi, tamil, kannada e telugu.
L’app è attualmente disponibile per Android e iOS e può essere scaricata da Google Play e dall’App Store.
È possibile inoltre utilizzare la versione web di Koo aprendo il suo sito web nel browser.

[c.c]