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martedì, 4 Ottobre 2022

Perché i prezzi dell’energia sono così alti?

15.06.2021 – 11.00 – La tematica legata ai prezzi dell’energia è sempre stata molto scottante per i consumatori che si vedono svuotare le tasche da bollette sempre più care. Si è discusso numerose volte della poca trasparenza dei fornitori e dell’assurdità (lecita) degli Oneri di Sistema. Oggi però, analizziamo un aspetto più importante che va in qualche modo ad aggravare la situazione: il prezzo dell’energia sul mercato (PUN: Prezzo Unico Nazionale) sempre più alto.
Il prezzo dell’energia è sempre stato abbastanza altalenante. Se vediamo i grafici anno per anno (ad eccezione del 2020 che c’è stato il crollo dei prezzi a causa del COVID19), vediamo che i periodi in cui il prezzo si abbassa e si alza, è abbastanza costante e simile.
Il trend del 2021 però, è solo in salita e, secondo gli esperti, non accennerà a scendere per tutto il resto dell’anno.
Il perché di questo fenomeno è spiegato molto bene e nel dettaglio in un articolo del portale QualEnergia.it, che possiamo riassumere facilmente in questi 3 punti:

Il primo motivo lo troviamo in Asia (soprattutto in Cina) che ha una richiesta superiore alla media di LNG (Gas Naturale Liquido) facendo aumentare i prezzi di quest’ultimo. Cosa significa per noi? Essendo che l’energia che consumiamo è prodotta per il 40% da LNG è chiaro che l’aumento della domanda e quindi del prezzo di gas, comporta un aumento del prezzo dell’energia.
Il secondo motivo invece è dovuto dal fatto che i mesi di aprile e maggio sono stati più freddi della media e ci hanno fatto consumare più gas rispetto le previsioni europee. Questo freddo inatteso ha consumato le scorte di gas facendo si che i fornitori ne richiedano di più per riempire le scorte in previsione del prossimo inverno (anche qui: aumenta la domanda, aumentano i prezzi).
Il terzo motivo è da imputare al costo della CO2 sul mercato delle emissioni. Questo punto è forse quello più complesso da comprendere, ma lo possiamo riassumere così: sono stati stabiliti dei target di riduzione delle emissioni di CO2 (che ricordiamo essere -55% entro il 2030). In pratica, chi consuma carbone e metano per la produzione di energia, paga delle quote di CO2. Il raggiungimento di questi target però, ha fatto aumentare i prezzi di queste quote e i fornitori hanno scaricato questo sovraprezzo sul prezzo dell’energia.

Le dinamiche sono più complesse, ma a grandi linee, questi sono i 3 principali motivi dell’aumento del prezzo dell’energia sul mercato.

Ma le rinnovabili in tutto questo non aiutano?
Le rinnovabili, che solitamente sono quelle che in un certo periodo dell’anno fanno si che i prezzi dell’energia diminuiscano, hanno un’incidenza troppo bassa. In altre parole, se non ci fossero le rinnovabili, il prezzo dell’energia, oggi, sarebbe ancora più alto.

Ripercussioni sui consumatori?
Ovviamente, tutto questo scenario si ripercuote sul consumatore finale che si vede lievitare ulteriormente il costo della bolletta. Anche coloro che nei mesi precedenti ha optato per delle soluzioni a prezzo fisso e quindi per qualche mese non risentiranno di questi aumenti, si ritroveranno ad un certo punto a dover rinnovare i prezzi e a non godere più di soluzioni migliorative.

Possibili Soluzioni?
È chiaro che la direzione che dobbiamo prendere è quella che riguarda l’efficientamento energetico, cioè la riduzione dei consumi e l’autoproduzione di energia elettrica. Soluzioni che devono partire sia dai vari governi in ambito generale, sia dai privati consumatori che dovrebbero investire in tecnologie che gli permette di efficientare la propria abitazione o la propria azienda. Le soluzioni ci sono, bisogna solo volerle.

 

– Manuel Flaugnacco –

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