11.05.2021 – 08.30 – Imponenti istituzioni tutt’oggi in vigore, caserme dismesse, minuscole chiesette di parrocchia. C’è di tutto un po’ nella rassegna dei nuovi beni culturali tutelati dal Ministero della cultura – MiC in Friuli Venezia Giulia nel mese di aprile 2021. E tra questi manufatti compaiono anche due edifici triestini, rispettivamente il Palazzo del Consiglio Regionale – ex casa del Balilla e la sede della Banca d’Italia.
La decisione è stata assunta dalla Commissione Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, riunitosi lo scorso 28 aprile alla presenza rispettivamente di Roberto Cassanelli, Direttore del Segretariato regionale in qualità di Presidente della Commissione, Simonetta Bonomi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Andreina Contessa, Direttore della Direzione regionale musei e Luca Caburlotto, Soprintendente Archivistico.
L’attuale sede del Consiglio Regionale abita in realtà la vecchia Casa Centrale del Balilla, la cui edificazione risale al 1934, quando venne costruita quale quinta architettonica di piazza Oberdan, simbolico cuore della nuova città che si andava edificando sotto il regime fascista. La metafora era chiara, traversale tanto alla monarchia sabauda, quanto al nuovo regime mussoliniano: sarebbe stato sopra le macerie delle caserme austriache che sarebbe dovuto sorgere il quartiere “nuovo”, similmente al Faro della Vittoria edificato su quanto rimaneva della “nemica” fortezza Kressich.
Il progetto per l’edificio venne affidato agli architetti Umberto Nordio e Raffaello Battigelli, con l’obiettivo di progettare un manufatto tale da completare l’esedra della piazza, ovviamente col nuovo stile razionalista che impazzava in Europa, trasversalmente a governi e regimi. Probabilmente il suo elemento maggiormente distintivo rimangono le imponenti arcate, mentre è da tempo scomparsa la finitura originaria in mattoni della facciata, rimpiazzata dalla pietra bianca che ne ha annullato il contrasto col basamento. È stato adibito a edificio scolastico e sede del Centro Internazionale di Fisica Teorica tra il 1964 e il 1972. Dal 1972 è sede del Consiglio Regionale.
L’attuale sede della Banca d’Italia era in realtà appropriatamente la Banca Austro-Ungarica fino al 1918, prima che il passaggio di Trieste all’Italia sancisse la sua requisizione per ospitare gli uffici del Regno, in modo da rendere immediatamente operativi i servizi bancari e di tesoreria del nuovo governo. Il palazzo originario, di modeste dimensioni, però si rivelò presto insufficiente per il nuovo utilizzo perché già nel 1920 alla filiale triestina fu riconosciuto il rango superiore di Sede. Gli spazi ridotti imposero un ampliamento, realizzato ex novo con una possente muraglia di bugnati ruvidi che ricordano i palazzi tardo rinascimentali e le zecche italiane. Un’immagine di possanza adatto al ruolo dell’edificio, riflesso nell’interno da una panoplia di apparati decorativi l’uno più ricco dell’altro: dagli intarsi marmorei, alle vetrate colorate, alla mescolanza tra eclettismo tardo ottocentesco e spunti Art Déco.
[z.s.]


