“Il Friuli ringrazia e non dimentica”: 45 anni dal terremoto

06.05.2021 – 10.17 – Erano le 21 del 6 maggio 1976 quando un devastante terremoto di magnitudo 6.5 della scala Richter colpì la regione: Gemona, Maiano e Buia andarono completamente distrutti; le scosse successive, ed in particolare la seconda – 9° grado della scala Mercalli – colpirono anche l’Italia centrale, l’ex Jugoslavia, Austria, Cecoslovacchia, Svizzera, Belgio e Olanda. Il terremoto, considerato il quinto peggior evento sismico dell’Italia del ‘900, ebbe come epicentro proprio Gemona. Alla prima scossa del 6 maggio, seguirono altre quattro nel settembre del ’76: due nel giorno 11 e due il 15.
Si trattò di un evento di superficie, una frattura avvenuta a meno di 20 chilometri di profondità; il tipo di evento sismico più distruttivo in assoluto. L’energia, rilasciata in gran parte proprio sulla superficie, distrusse quasi tutto, uccidendo 990 persone. La scossa raggiunse anche Trieste, provocando pochi danni, la paura però fu tanta e tale da rimanere impressa nella memoria per molti anni.
Le scosse di assestamento durarono diversi mesi, ma la ricostruzione fu rapida anche grazie al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, che stanzio immediatamente 10 miliardi di lire per la ricostruzione, che durò in tutto 10 anni. Due giorni dopo, l’8 maggio 1976, Gianni Rodari scrisse sul quotidiano Paese Sera: “Non si vede più nessuno piangere il secondo giorno dopo il terremoto”.