22.04.2021 – 17:30 – Il 9 maggio si avvicina; i motori delle vetture partecipanti al 1° Slalom Automobilistico di Trieste stanno iniziando a scaldarsi e con essi anche i loro relativi piloti. Alcuni di voi potrebbero pensare che questo genere di atleti non facciano molti sforzi durante le gare, dato che sono legati a un sedile con capacità di movimento limitata, invece gli assi del motorsport sono tra gli sportivi più in forma del panorama agonistico ed aderiscono a sessioni uniche di preparazione tanto fisica quanto mentale atte alla gestione di automobili con importanti livelli di prestazione. Per apprendere più da vicino come si stanno preparando i piloti della imminente gara a tempo giuliana, abbiamo intervistato il triestino Ugo Puglisi.
Buongiorno signor Puglisi e ben tornato su Trieste News. Come si sta allenando per intraprendere il 1° Slalom Automobilistico di Trieste, al via tra poco più di due settimane?
“Grazie. Da circa un mese e mezzo mi sto allenando con i piloti della VF Drifting, una scuola di guida sicura e pilotaggio che ha il suo quartier generale presso la Pista di Mariano del Friuli, un circuito appositamente concepito per gli allenamenti di drifring ma anche un impianto moderno adatto alla preparazione di molte altre discipline motoristiche. In particolare mi sto allenando con Mario Ventimiglia, ex pilota di rally italiano; una persona molto simpatica e tecnicamente molto preparata in quanto ex driver della Subaru. Per me è un vero piacere apprendere da lui in quanto mi sta facendo imparare la tecnica e mi sta preparando mentalmente. Nella gara di slalom che intraprenderò sulla Trieste-Opicina, infatti, guidare forte ed allo stesso tempo avere la forza di rimanere concentrati sarà fondamentale. Mario mi sta mettendo sotto torchio per fare in modo che la mia concentrazione rimanga alta sia che le cose vadano bene sia che le cose vadano male. L’errore è sempre dietro l’angolo, per questo motivo bisogna essere in grado di spingere il proprio veicolo ma senza mai esagerare; lui mi sta insegnando a mantenere sotto controllo la mente e a rispettare la macchina”.
Che tipo di allenamenti state svolgendo in pista? E’ vero che un pilota deve essere preparato anche dal punto di vista fisico?
“In pista a Mariano abbiamo fatto delle simulazioni di gara con 20 barriere (sulla Trieste-Opicina ce ne saranno 14, ndr), e devo dire che al termine della sessione ero davvero esausto. Non avrei mai immaginato che uno slalom potesse essere così faticoso”.
“Per svolgere al meglio la sfida del 9 maggio ho ritenuto opportuno migliorare anche dal punto di vista fisico intraprendendo alcuni esercizi per le braccia e per le spalle consigliatimi dallo stesso Ventimiglia”.
Ci sono differenze tra il correre ed allenarsi in pista e il gareggiare su strade urbane appositamente allestite?
“Certo. In pista puoi concederti il lusso di spingere al massimo ed eventualmente sbagliare senza troppe conseguenze, sul circuito urbano appositamente allestito ogni errore potrebbe invece costarti caro. In pista ci sono i cordoli e le vie di fuga, in strada ci sono i guard rail o comunque i muretti. In altre parole, compromettere la gara sui circuiti stradali è facilissimo”.
“Lo Slalom di Trieste nonostante sia alla sua prima edizione sarà già una gara vera e propria ricca di professionsiti e volti noti del mondo del motorsport internazionale, quali ex piloti di Formula 1, di Rally e assi del CIVM. Io in confronto a loro sono un vero e proprio debuttante e di conseguenza l’emozione sarà alta. Riuscire a controllare l’adrenalina sarà fondamentale per fare bene”.
Ha già avuto modo di testare la vettura con la quale gareggerà sulle strade dell’altipiano?
“Purtroppo no, la Scuderia Lema Racing (slovena) mi aveva dato l’opportunità di andare in Croazia a provare un esemplare di Renault Twingo Cup ma a causa delle restrizioni derivanti dalla pandemia ciò non è stato possibile, soprattutto a causa degli impedimenti burocratici. Purtroppo non potrò provare la macchina fino al giorno della gara e potrò iniziare a conoscerla solo durante il giro di ricognizione”.
“Al momento a Mariano mi sto allenando su auto molto più prestazionali come ad esempio la Ford Mustang; una vettura a trazione posteriore come la Twingo certo, ma parliamo di un veicolo di segmento e caratteristiche costruttive di gran lunga differenti rispetto alla piccola utilitaria francese tutto pepe”.
“Domenica tornerò in pista con la suddetta muscle car per allenarmi nella guida sul bagnato ed essere pronto ad affrontare il tracciato triestino con qualsiasi condizione atmosferica”.

Pensa che lo Slalom Autombilistico di Trieste possa rappresentare una importante vetrina per la città e la sua tradizione motoristica ormai da tempo assopita?
“Onestamente sto sentendo parecchio entusiasmo per questa manifestazione; ho visto che ci sono iscrizioni anche di piloti stranieri provenienti da molto lontano. La nostra Città con la sua storia, i suoi paesaggi e le sue bellezze credo si meriti pienamente di ospitare eventi di questo tipo. Io mi auguro che in futuro con l’arrivo di altri sponsor, e con il supporto dei media e delle istituzioni, questa gara possa crescere e diventare un apputamento fisso sempre più importante”.
“La Trieste-Opicina, in passato ha goduto di grande considerazione nel mondo del motorsport, e ha ancora oggi un appeal non indifferente tra i piloti e tra gli appassionati di automobili e motociclette. Il 15 Giugno 1930 su queste strade Tazio Nuvolari su Alfa Romeo regalò la prima vittoria alla Scuderia Ferrari, basta questo episodio per far capire quanto prestigio ha avuto questa gara in salita negli anni d’oro dell’automobilismo. Per me correre qui sarà un’emozione indescrivibile”.
Ha altri progetti per il futuro?
“A breve, Covid permettendo, ricomincerò a correre nel campionato Kart FVG e in questi giorni sono stato contattato dall’organizzatore di un’altra manifestazione simile nel triveneto. Compatibilmente con le mie possibilità economiche ed organizzative credo che qualche gara la svolgerò anche in quest’ultimo frangente”.
“Assieme al mio amico Lorenzo, un grande appassionato ed esperto di meccanica, poi, sto ultimando la preparazione di una Fiat 500 F del 1966 con specifiche da corsa. Mi ha chiesto se abbia interesse a collaudare questa vetturetta la quale sarà dotata di motore bicilindrico con pistoni forgiati, bielle in titanio, motore di derivazione Panda 30, sospensioni sportive, impianto frenante maggiorato e una potenza già verificata al banco di ben 82 cavalli che per una vettura da 520 chilogrammi sono davvero tanti. La mia risposta è stata ovviamente positiva e, se il collaudo andrà a buon fine, il prossimo anno desidererei ripartecipare allo slalom con questa macchina, una delle mie auto preferite di sempre assieme alle Osella e ad altre piccole Fiat degli anni ‘60 e ‘70”.
“Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno deciso di supportarmi e starmi accanto in questa bellissima avventura ossia MotoCharlie, Stolli Gomme, la Carrozzeria San Cilino, Michael Warchip e I Poke Sushi Restaurant”.


