19.04.2021 – 08.32 – Il Porto di Trieste, tanto in rapporto ai futuri milioni del Recovery Plan, quanto guardando agli anni passati, con diversi progetti europei aggiudicati in campo ambientale, ha dimostrato di avere interesse a una riconversione in linea con le direttive dell’Unione Europea. In questo contesto uno dei progetti che più ricorre nelle dichiarazioni alla stampa e nei discorsi alle conferenze è quello relativo all’elettrificazione delle banchine portuali, volto ad abbattere drasticamente l’inquinamento prodotto dalla nave quando è ormeggiata in città. L’argomento è stato accennato durante il webinar dello scorso 14 aprile organizzato dal Propeller Club Port of Trieste in collaborazione con Atena Fvg. La conferenza, intitolata “Carburanti green e neutralità climatica: sfide e soluzioni per il trasporto marittimo”, si proponeva di approfondire il tema dello sviluppo dei combustibili alternativi.
In quest’occasione la possibilità o meno di abbattere l’inquinamento delle navi in rada è stato trattato da uno specialista del tema: Giorgio Sulligoi, ordinario di Sistemi elettrici per l’energia dell’Università degli studi di Trieste.
Non si tratta in realtà di una conversione facile, ha spiegato Sulligoi, la cui opinione è stata riportata da Shipping Italy: “L’elettrificazione è possibile se si riesce a farla tramite energie rinnovabili. La decarbonizzazione si fa, proprio in percentuale alla quota delle energie rinnovabili utilizzate” ha precisato il professore.
“A Trieste sarà importante affrontare il tema della pianificazione delle reti. Dobbiamo essere certi che le reti a monte siano adeguate. Il controllo non è una questione banale, non si tratta solo di incrementare potenza” ha avvertito Sulligoi.
[z.s.]


