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domenica, 7 Agosto 2022

(S)pazzi di libertà: una giovane voce tra salute mentale e anni di pandemia

30.03.2021 – 11.30 – Il 2020 è stato un anno molto difficile per tutti noi: statici tra le mura domestiche, attorniati da poche certezze e, soprattutto, da molti imprevisti.
Cambi di zone, misure restrittive in continuo divenire, chiusure a dir poco provanti.
Un mondo stravolto che ha colpito, in maniera particolare, anche i più giovani.
La chiusura delle scuole è stato un duro colpo, inferto a una fascia debole, in formazione, priva di strumenti solidi per sostenere sulle proprie spalle il peso di una pandemia globale: sentimenti contrastanti, inseriti nel turbinio vorticoso di sensazioni caratterizzanti dell’adolescenza.
Una voce calda, strozzata, che guarda a pochi anni fa con malinconia, preoccupata per il veloce scorrere del tempo.

Ed è proprio in questo delicato contesto che si inserisce “(S)pazzi di libertà: una storia di salute e diritti”, progetto della Copersamm (Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo) nato a partire dal 15 novembre del 2019 e che si sarebbe dovuto concludere dopo 10 mesi, ma il coronavirus, per forza di cose, ha portato a una ineluttabile proroga.
Un’iniziativa volta all’approfondimento della salute mentale a partire dalla storia della trasformazione delle istituzioni della psichiatria che ha attraversato i territori regionali, alla quale han partecipato anche l’Organizzazione di volontariato ONLUS Associazione Franco Basaglia, l’Organizzazione di volontariato A.Fa.So.P NoiInsieme, l’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata Triestina (ASUITs), la Cooperativa sociale La Collina e la Cooperativa sociale Cassiopea.

I destinatari di questo viaggio alla scoperta della salute mentale erano le/gli studentesse/i di 4 classi dell’Istituto secondario di secondo grado Scipione De Sandrinelli di Trieste (settore “servizi socio-sanitari”)

L’attività, diretta con ciascuna classe, prevedeva 5 incontri:

  • Il racconto della storia della deistituzionalizzazione in psichiatria da parte degli esperti di ConF.Basaglia;
  • La visita al Comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste, con tappa nello studio di Radio fragola;
  • Il racconto degli operatori dell’ASUGI e rappresentanti dell’associazionismo rispettivamente sull’articolazione dei servizi nel territorio e sulle attività e ruolo strategico delle associazioni all’interno del “sistema salute”;
  • Il format laboratoriali tramite lavoro in gruppi, per la rielaborazione dei contenuti appresi, attraverso uno dei vari strumenti messi a disposizione (es. registrazione spot, podcast radiofonici, short videos, jingle);
  • secondo appuntamento con i format laboratoriali, tramite lo scambio fra 2 classi in merito al lavoro realizzato.

E da questi incontri è nata la collaborazione con Radio Fragola, sulla quale sono stati trasmessi i podcast radiofonici degli studenti coinvolti, che hanno potuto esprimere con la loro voce, intervallata da celebri canzoni italiane e internazionali, come stanno vivendo questo periodo di pandemia e incertezze.
“Un periodo complicato dove ci siamo ritrovati chiusi in casa tutto il giorno” ancor più complesso per chi “si è ritrovato solo” esordisce una delle tracce.
“Il coronavirus ha portato molti cambiamenti: infatti ci è stata tolta la quotidianità.
Ma, la pandemia, “mi ha fatto anche capire di chi abbiamo realmente bisogno”.
Sentimenti contrastanti per un lungo periodo di cambiamenti, agli esordi del quale “Nessuno si aspettava di rimanere a casa per un tempo così lungo, rinunciando a molte abitudini” e, tra queste, “l’andare a scuola”.
Un anno che “è stato stressante e lo è tutt’ora, perché abbiamo un sacco di limiti nelle relazioni sociali. Non vedere se qualcuno ci sorride, a causa della mascherina, è frustrante“.

Di questa quarantena “ne abbiamo tutti risentito. La paura” purtroppo “è stata l’emozione che abbiamo maggiormente provato in questa brutta situazione: non avere rapporti con i nostri nonni ci ha ferito“.
Parole forti che, se pronunciate da ragazzi così giovani, rappresentano un colpo al cuore, soprattutto se, nell’intervallo tra una dichiarazione e l’altra, risuona nelle nostre orecchie Vasco Rossi, “Vivere, è passato tanto tempo”.
Ragazzi con prospettive e proiezioni vero un futuro che, oggi, appare purtroppo molto incerto: “questo periodo di sedentarietà, ha acceso in me una serie di sogni, di speranze, e di buoni propositi per questo nuovo anno. Vorrei riuscire a fare tutto meglio” essere “una migliore figlia, compagna, amica, studente, ma soprattutto un migliore essere umano”.

A mancare anche lo svago, che viene ricordato sulle note di “C’era una volta il sabato sera”, seguito dai propositi per quando tutta questa situazione sarà finita: “La prima cosa che farò sarà andare a un concerto e cantare a squarcia gola la mia canzone preferita, circondata da miliardi di persone” ed essere “libera” finalmente.
Una cosa è certa: “finito tutto questo periodo, la prima cosa che farò è buttare via tutte queste mascherine”.
E si tornerà alla normalità, si spera, per godersi “I migliori anni della nostra vita”, ma un interrogativo aleggia nell’aria: “Voi dopo questa pandemia siete pronti a tornare alla normalità? A me, sinceramente, fa un po’ paura. Quello che mi spaventa di più è il mio futuro”.
Ma la positività dei ragazzi non demorde, nemmeno davanti a questo alto muro, perchè “credo in noi giovani, perché il futuro sarà nostro e starà a noi migliorarlo”.

[La Copersamm (Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo) è un’associazione di promozione sociale nata a Trieste nel 2010 da un gruppo di professionisti che avevano lavorato con Franco Basaglia e partecipato al processo di deistituzionalizzazione.
Copersamm opera nel campo della salute mentale e della tutela dei diritti umani delle persone più fragili, anche tramite interscambi con altri Paesi del mondo (Argentina, Cina, Ecuador, Honduras, Turchia). Al momento la presidente è la psichiatra Giovanna Del Giudice]

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