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lunedì, 5 Dicembre 2022

Porto, Seastock mira a potenziare Depositi Costieri: apertura ai gas

09.03.2021 – 09.09 – Il terminal petrolifero della Depositi Costieri Trieste SpA era stato acquisito lo scorso gennaio 2021 dalla Seastock Srl, società del gruppo Tosto specializzata nella movimentazione e stoccaggio dei carburanti. La Seastock ha ora palesato quali sono i piani per il rilancio dell’impianto. Sotto il profilo degli investimenti il gruppo Tosto investirà 10 milioni nei prossimi anni, a partire da un “anticipo” di 1,5 milioni già nel 2021. Secondo un’intervista a Luca Tosto de Il Piccolo, la Depositi Costieri continuerà la “mission” storica, ma si vorrebbe diversificare i carburanti, aprendo al Gnl (gas naturale liquefatto) e all’idrogeno. Sembra altrettanto probabile un’estensione e potenziamento dei moli della Depositi per far attraccare un maggior numero di navi, in linea con la crescita dello scalo giuliano.

La storia della Depositi Costieri risale al 1986, quando sostituì il porto petroli di San Sabba. L’azienda venne gestita dal 1989 con una partecipazione paritetica al 50% tra Eni e Giuliana Bunkeraggi. Proprio quest’ultima, controllata dalla famiglia Napp, nel 2017 aveva ceduto la Depositi Costieri per soli 4,5 milioni a una società di imprenditori campani, chiamata “Life”, scopertasi infiltrata dalla mafia. Ulteriori indagini avevano rivelato come la Depositi Costieri non avesse pagato le accise all’Agenzia delle Dogane, accumulando 30 milioni di debito. Da qui l’inevitabile fallimento.
Il patrimonio rimane ingente; la Depositi Costieri conta allo stadio attuale 26 serbatoi: 9 per la nafta (45000 mc), 15 per il gasolio (78000 mc), 2 per l’olio di palma (6800 mc).

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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