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martedì, 6 Dicembre 2022

Manifesti anti aborto strappati a Trieste: la risposta di Pro Vita e Famiglia

04.02.2021 – 09.40 – Martinolli, Provita e Famiglia ONLUS di Trieste, in merito alla questione dei manifesti strappati a Trieste “La reazione non ci ha stupiti più di tanto. Discutere di aborto è sempre molto difficile, specie nel nostro Paese, è una sorta di tabù, quasi un “dogma” intoccabile, e pur sapendo di essere stati artefici di una campagna di comunicazione molto diretta che poteva suscitare forti reazioni, siamo rimasti perplessi, dispiaciuti e scandalizzati, dai comportamenti rivendicati e riportati su altre testate da parte del gruppo “Non una di meno”, con affermazioni spesso offensive, finalizzate a ribadire che il gesto di strappare i manifesti ha rappresentato un atto di civiltà.

Leggendo però sul sito nazionale del Gruppo non ho potuto fare a meno di osservare come, nella campagna di dicembre 2020, si sollecitavano i simpatizzanti a rivolgersi ai Comuni rigorosamente attraverso lettere, petizioni e comunicati ufficiali. L’atteggiamento degli esponenti triestini del gruppo pertanto non è stato assolutamente coerente con quanto consigliato in sede nazionale. Si tratta di un vero e proprio reato in sede civile, ravvisabile in danneggiamento di beni pubblici, con possibili conseguenze giudiziarie. Io capisco che si possa non essere d’accordo con quanto contenuto dei manifesti – conclude Martinolli – ma credo che in Italia è necessario imparare a creare confronti duri ma sinceri, lontani da ideologie e soprattutto coerenti con i dati della realtà: l’aborto è l’interruzione della vita di un essere umano diverso dalla madre. Questo fatto non può rientrare nella categoria delle opinioni.

Comunque al di là delle diverse posizioni, ritengo che il rispetto non debba mai mancare. Stiamo comunque valutando, nelle opportune sedi, di poter agire anche per vie legali”.

 

m.v.

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