05.02.2021 – 08.00 – A seguito delle proteste sorte in Friuli Venezia Giulia da parte dei (tanti) studenti e lavoratori transfrontalieri per l’imposizione di un test rapido per chi volesse varcare il confine con la Slovenia, Lubiana innesta la retromarcia: la norma è stata annullata ieri sera, venerdì 5 febbraio, e oggi entrerà in vigore, pubblicata sulla gazzetta ufficiale, la modifica al decreto che de facto consente il passaggio ai lavoratori italiani. Dopo le polemiche scoppiate non solo nella regione FVG, ma anche nella vicina Croazia, la Slovenia ha deciso che chi arriva da uno stato membro dell’Unione Europea o dall’area Schengen con un quadro epidemiologico migliore di quello sloveno (minore incidenza di infezione a 14 giorni per 100.000 abitanti), potrà entrare senza quarantena e senza un tampone negativo. Va da sé che l’Italia rientra nella categoria; e così anche la Croazia, l’Austria e l’Ungheria.
Come riporta SLOvely.eu, le categorie a cui si applica quest’esenzione dal tampone negativo sono le seguenti:
1. I lavoratori migranti giornalieri con rapporto di lavoro in uno degli Stati EU o altri stati Schengen (cioè i lavoratori transfrontalieri n.d.r.):
2. persone che attraversano il confine quotidianamente o occasionalmente per motivi scolastici e di studio (cioè gli studenti n.d.r.);
3. cittadini di uno Stato EU o altri stati dell’area Schengen provenienti da un altro Stato EU o Schengen dove hanno svolto attività di assistenza e aiuto a persone con necessità o membri della famiglia, accudimento di minori, lavori di manutenzione su edifici privati o terreni di proprietà o in affitto, oppure hanno agito per evitare rischi alla salute, alla vita o ai beni, e rientrano entro 12 ore dall’attraversamento del confine;
4. persone che hanno un appuntamento fissato in Slovenia per una visita medica o altra prestazione sanitaria e rientrano subito dopo l’espletamento della prestazione. Se l’appuntamento è fissato per una persona minorenne, l’ingresso in Slovenia è consentito anche al suo accompagnatore alle stesse condizioni.
Non è la prima altalena su questo tenore del governo sloveno; si ricordi la chiusura e riapertura degli impianti sciistici; e altrettanto a singhiozzo la chiusura e riapertura delle scuole. D’altronde si tratta di ripensamenti inevitabili, considerando le incertezze legate all’indice RT e all’andamento dei contagi; eguali misure e contromisure erano state adottate in Friuli Venezia Giulia durante l’autunno 2020, per scongiurare dapprima la zona arancione e poi quella rossa, con una serie di leggi ad hoc.
[z.s.]


