29.01.2021 – 14.33 – Il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha ufficialmente posto sotto tutela sette nuovi “beni” in Friuli Venezia Giulia. Un eterogeneo catalogo: si va dal comprensorio dell’ex Ospedale psichiatrico provinciale di Udine, al Duomo di Gorizia, al Municipio di Campoformido… alla stessa Trieste, con due “nuovi” manufatti, ora sotto il protettivo ombrello dello stato. Si tratta di due edifici del Porto Vecchio per i quali da tempo l’associazione Italia Nostra – sezione di Trieste invocava un’adeguata tutela. Corrispondono rispettivamente al magazzino 32 e all’edificio 133, afferenti al cosiddetto “Quartiere Ford“.
Il Magazzino 32, costruito dall’impresa Geiringer di Trieste (autrice anche di diversi magazzini portuali del 1890, n.d.r.), risale al 1894 e prima di essere destinato a deposito attrezzi per la Ford era servito allo stoccaggio di merci infiammabili e spiriti. Di impianto ottocentesco, la facciata a mare è scandita da una sequenza di aperture dotate di eleganti cornici in pietra d’Istria.
Invece l’edificio 133, che raggruppa tre differenti corpi, fu costruito appositamente per l’ampliamento delle officine Ford. Fu probabilmente progettato dall’arch. Giorgio Zaninovich, allora direttore dell’ufficio tecnico dei Magazzini Generali di Trieste, autore della sottostazione elettrica nel 1913, poiché riporta chiari i suoi segni distintivi in facciata quali alcune modanature, l’uso del mattone e del bugnato, il disegno delle inferriate alle finestre, al terrazzo e ai portoni.
Il provvedimento di tutela ha tenuto conto degli aspetti architettonici e dei riferimenti alla storia economica, alla storia della tecnica e dell’industria, considerato l’intrinseco legame degli edifici – che oggi versano in condizioni conservative non ottimali – con le vicende del Porto Vecchio di Trieste.
[z.s.]


