USB, Colautti: Con sblocco licenziamenti “temiamo espulsione di massa” nel 2021. Dovremo trovarci pronti

31.12.2020 – 10.25 – Un sindacato in salute, a dimostrazione del fatto che la categoria dei lavoratori non sta vivendo un periodo facile. È questo, in poche parole, il consuntivo del sindacato USB (Unione Sindacale di Base) per il 2020. Un anno fortemente segnato dallemergenza Covid e che ha registrato un notevole incremento delle richieste di reddito di cittadinanza e di emergenza. «Sono state sbrigate un numero di pratiche pari a 12 volte quelle del 2019 – spiega il segretario provinciale Sasha Colautti – così come sono aumentate di molto le richieste di Isee». È lungo lelenco di casi di disagio sociale ai quali il sindacato di via Ponziana ha dovuto assistere. «La prima assistenza che abbiamo fornito in conseguenza allepidemia – prosegue Colautti – è stata riguardo le richieste di sicurezza sanitaria da parte di dipendenti che denunciavano laggiramento, da parte di alcune aziende, dei codici Ateco nel corso della quarantena». Successivamente le richieste di aiuto si sono spostate sul tema degli ammortizzatori sociali, con la Cig che è stata anticipata solo da pochissime aziende, mentre il pagamento da parte dello Stato a chi ne aveva fatto richiesta, è arrivato con anche cinque mesi di ritardo.

«Una delle novità riscontrate questanno è stato laumento del numero dei lavoratori che chiedevano di dimettersi dal proprio posto di lavoro perché non percepivano più uno stipendio da mesi (una casistica superiore di ben 5 volte rispetto al 2019), ciò in modo da poter percepire un reddito di cittadinanza, di emergenza o Naspi. Altri ancora si sono rivolti a noi perché lINPS non erogava lassegno di disoccupazione o gli assegni familiari». Il tema dello sblocco dei licenziamenti sarà uno dei più importanti per il 2021. «Temiamo unespulsione di massa – questo lallarme di Colautti – una fase alla quale noi come sindacato dovremo trovarci pronti».

Per quanto riguarda le tematiche del lavoro esterne alla pandemia, l’argomento più importante del 2020 è stato sicuramente la chiusura di parte della ferriera. «Ora diventerà punto centrale la verifica della ricollocazione, da parte di Governo e Regione, dei lavoratori dell’area a caldo – prosegue Colautti -. Parallelamente al tema ferriera il nostro sindacato si impegnerà ad aumentare la propria attività sugli appalti del settore logistica e dell’educazione, due mondi che stanno cambiando e che, allo stato attuale, risultano sotto tutelati».

g.p

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