17.12.2020 – 09.20 – È stato un 2020 impegnativo per il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, dove si è registrato un deciso incremento nelle richieste di soccorso, sia in montagna che sui terreni impervi del Carso. Una tendenza già rilevata negli anni precedenti e in costante crescita in tutta la Regione, alla quale non ha fatto eccezione il territorio di Trieste. Ad evidenziarlo, nel corso di una videoconferenza, il presidente del Soccorso Alpino regionale, Sergio Buricelli, coadiuvato dalla vicepresidente Cristina Barbarino, il delegato Sandro Miorini e il suo vice Paolo Manca, responsabile per l’area giuliana e per il soccorso speleologico. Se da un lato sono stati pochi i recuperi di persone impegnate in percorsi di natura speleologica, tutt’altri numeri hanno registrato gli interventi sia sulle montagne della Regione che sul Carso, come sottolineato dai relatori. Statisticamente, il numero delle persone che, alla data del 15 dicembre, hanno avuto necessità di soccorso, sono state 477 in tutto il Fvg, delle quali 306 uomini e 171 donne (rispetto agli anni precedenti i soccorsi che hanno riguardato le donne, hanno subito un aumento percentuale dell’83%). All’interno di questo numero le diverse fasce d’età, che registrano comunque tutte un aumento percentuale, sono così suddivisibili: 18 persone avevano più di 80 anni (con un aumento percentuale del 105% rispetto agli anni 2015-2019) e 10 erano nella fascia dagli 00 ai 10 anni (anche qui con un aumento percentuale notevole, dell’85%). Nella fascia tra i 40 e i 60 anni sono state soccorse 110 persone, e in quella tra i 20 e i 40 94 persone, con cifre quasi simili sul singolo decennio, qui accorpato. Nella fascia 10-20 sono state soccorse 26 persone (con un aumento percentuale del 77%).
Nell’area triestina gli interventi di recupero sono quasi triplicati negli ultimi tre anni, passando dai 18 del 2018 ai 55 dell’anno in corso (pari al 12% del totale degli interventi di tutta la Regione). Quasi tutti concentrati nel periodo successivo al 3 maggio, giorno del “liberi tutti” dopo le restrizioni primaverili dovute alla pandemia. Come casistica di intervento sono risultate in aumento i recuperi di escursionisti in mountain bike e in generale l’attività di outdoor alle quali il Carso si presta.
«L’intervento di salvataggio di maggiore rilievo da un punto di vista sia logistico che in termini di conseguenze per la vittima, è stato quello realizzato circa un mese fa nella ferrata denominata “alle rose d’inverno” in val Rosandra, quando una persona è caduta da un’altezza di 10 metri – spiega Paolo Manca -. Si era trattato di un codice rosso, fortunatamente andato a buon fine, grazie all’intervento dell’elicottero della Protezione Civile regionale che ha permesso il rapido trasferimento del ferito all’ospedale di Cattinara». Per il resto, i soccorsi avvenuti in provincia di Trieste hanno riguardato soprattutto i sentieri di accesso alle spiagge della costiera, area ricca di falesie e di discese al mare non banali in certi tratti che, soprattutto d’estate, hanno richiesto l’ausilio del soccorso alpino. Nelle province di Trieste e Gorizia, inoltre, risulta in aumento la ricorrenza di incidenti legati all’attraversamento del confine da parte di migranti.
«Il messaggio che vogliamo lanciare a tutti gli appassionati di montagna o di escursionismo in genere – questo l’appello di Sergio Buricelli, presidente del Soccorso alpino e speleologico del Fvg – è quello di far capire che la nostra esigenza, fisiologica, di uscire e svagarci impone conoscenza ed esperienza, non improvvisazione».
g.p


