11.12.2020 – 12.12 – Il blocco a ogni sorta di celebrazioni, imposto dalla normativa anti Covid-19, ha avuto l’imprevedibile effetto di cancellare i matrimoni; e se Cupido piange, anche l’industria del wedding non gioisce. Gli organizzatori, i fotografi, le sarte… Un intero settore appare in forte difficoltà, specie perché l’industria dietro al matrimonio funziona sulla base di pagamenti che arrivano con grande dilazione: dapprima si pianifica il matrimonio, poi si procede 6, addirittura 8 mesi dopo alla celebrazione e al pagamento. In questo contesto è probabile che il settore del wedding ripartirà appena nel 2022: attualmente il 90% dei matrimoni sono stati cancellati e se la situazione non si sbloccherà nel primo semestre del 2021, chiuderanno dal 13 al 25 percento delle imprese attive in questo settore. Un quarto dell’intera filiera del wedding in Italia rischia pertanto di scomparire. In termini numerici tutto ciò si traduce in Friuli Venezia Giulia nella scomparsa di 3814 imprese con 8263 addetti. Un “divorzio” rovinoso, insomma.
La situazione è stata poi largamente esacerbata dall’esclusione del settore da ogni forma di ristoro, a causa dei codici ATECO.
A questo proposito la Confartigianato friulana ha lanciato una petizione su Change.org: “Sostenete il mondo wedding fortemente penalizzato“.
Il punto sulla situazione è stato fatto ieri a Udine, ad opera del presidente regionale di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, dei rispettivi capi categoria locali e nazionali e di due imprenditrici friulane rappresentative del settore quali Barbara Beltrame e Stefania Vismara.
“Abbiamo cercato in più modi, sia a livello regionale che nazionale, di superare questa maledetta classificazione per codici Ateco che ormai è obsoleta e che inspiegabilmente taglia fuori dai sostegni alcune imprese come quelle del wedding” – ha spiegato il presidente di Confartigianato-Imprese Udine ed Fvg, Graziano Tilatti.
“Abbiamo proposto al Governo nazionale e locale, e continueremo a farlo, misure che possano aiutare a superare questo momento difficile per le imprese che altrimenti rischiamo di perdere per strada. Tra le proposte c’è quella di ristorare un anno di fatturato perso in conto capitale o in alternativa di garantire un prestito a lungo termine, dai 15 ai 20 anni, pari al fatturato dell’anno precedente aumentato del 20%, a tasso zero, fatta salva la possibilità di ulteriori bonus anno per anno. In questo modo sarà dato immediato sollievo alle imprese che si ritrovano con zero incassi”.
“In 30 anni – ha esordito l’imprenditrice Vismara – non abbiamo mai chiesto nulla, ma al momento il mondo del wedding non ha ossigeno per respirare, le celebrazioni sono state spostate al 2022, ma sarà impossibile recuperare le perdite di 2 anni. Per questo oggi ci siamo mossi, con il sostegno di Confartigianato Udine, per conservare un’eccellenza della moda italiana, che rischia di cedere il passo agli abiti cinesi. Se è vero che la bellezza salverà il mondo e che noi siamo artefici di bellezza allora il Governo ci aiuti, e ci aiuti la gente firmando la petizione lanciata su change.org”.
Altrettanto drammatico l’intervento di Beltrame: “I clienti guardano, ma non comprano. Noi andiamo avanti con negozi a incassi zero tutti i giorni, guardando il terrore negli occhi dei dipendenti, che hanno paura di perdere il lavoro. Siamo meno di bar e ristoranti, ma esistiamo. Spero riusciate a fare qualcosa”.
I presidenti nazionali di moda, benessere e fotografia di Confartigianato-Imprese hanno raccolto l’appello, assicurando il proprio impegno ai tavoli di lavoro con il Governo.
“Stiamo lavorando per avere qualcosa di più a livello fiscale e di ammortizzatori sociali, mi auguro che l’esecutivo accetti i consigli dell’associazione” ha dichiarato Tiziana Chiorboli, presidente comparto benessere.
Ma il blocco al mondo dei matrimoni danneggia anche i fotografi professionali:
“Quelli che fanno matrimoni, al pari delle tipografie, hanno visto quest’anno bloccarsi tutte le cerimonie e stanno soffrendo al pari delle altre aziende del settore”, ha concluso Corrado Poli, capocategoria fotografi.
[i.v.]


