Il Covid-19 può creare problemi ai denti? Prosegue (forse) la lista dei sintomi insoliti

07.12.2020 – 09.40 – In questi mesi complessi si è parlato molto, rendendo quasi saturi i giornali, del temibile Covid-19 e dei sintomi legati ad esso: tra quelli più strani e inediti, come la perdita di olfatto e gusto, fini al gonfiore e rossore delle dita dei piedi e la caduta dei capelli.
Pare che anche i denti non siano immuni ai sintomi da coronavirus, che sembrano esser presi di mira nei pazienti con long covid e che, anche dopo diversi mesi, non sembrano essersi ripresi a pieno dall’infezione.
Sono infatti molte le persone che, nonostante l’aver fortunatamente superato la malattia, rilevano ancora problematiche legate alle gengive e allo scolorimento e perdita improvvisa dei denti: la cosa più particolare è che questa perdita non sia accompagnata né da sangue né da dolore.

Ad oggi si può solamente parlare di vicende più o meno isolate, visto che non risultano studi scientifici che documentino un effetto della malattia su denti e cavo orale: quindi una correlazione effettiva non può essere, per ora, confermata.
Questi scompensi potrebbero però essere legati al carattere ‘vascolare’ del coronavirus: quest’ultimo infatti attacca i vasi sanguigni e può portare alla formazione di coaguli.
Le gengive, come sappiamo, sono molto vascolarizzate, oltre alla polpa dentaria, ricca di terminazioni nervose.
Si potrebbero quindi creare degli scompensi che poterebbero all’assenza di ossigenazione dei tessuti: spiegando in questo modo la perdita dei denti anche in persone molto giovani non accompagna da una perdita di sangue.
Ma anche ansia e stress potrebbero essere fautori di queste problematiche dentarie: il distanziamento sociale, lo smart working e la rottura della routine hanno evidentemente portato ad un vero e proprio boom di visite dai dentisti.
Negli scorsi mesi si è infatti registrato un 30% di richieste in più di bite contro l’ansia, ovvero apparecchi ortodontici per bruxismo – il digrignamento dei denti durante il sonno – un disturbo che osserva un’impennata del 36%.

Si rileva inoltre un incremento del 120% rispetto al 2019 delle fratture dentali e un sensibile aumento delle carie, al +18%.
Questi dati vengono resi noti proprio dalla Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), presentando dati provenienti dagli Usa ma che vedono “il trend di un aumento di bruxismo e richieste di bite anche in Italia” sostiene Luca Landi, presidente SIdP.
“Il problema, oltre alla mancanza di visite di controllo e alla scarsa igiene orale, è riconducibile anche alla maggiore ansia determinata dal distanziamento sociale. Molte persone infatti tendono a somatizzare il disagio e lo stress a livello del cavo orale, con comportamenti come il bruxismo o il serramento dei denti che a lungo andare possono deteriorare la superficie dentale e causare fratture, dolore alla mascella, sensibilità dentale, emicrania e aumento della mobilità dei denti nei pazienti con parodontite più grave” sottolinea Luca Landi.

[c.c]

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