01.12.2020 – 09.53 – L’International Council of Museums (ICOM), nella sua sezione “italiana”, ha pubblicato un accorato appello al Governo Conte affinché consenta la riapertura dei Musei: altrimenti il chiaro messaggio che verrà lanciato – e in realtà è già stato implicitamente trasmesso da marzo 2020, con la chiusura inflitta più e più volte di biblioteche & teatri – è che la cultura sia meno importante dello shopping. Al di là della questione morale, i musei rimangono un settore dove lavorano molti professionisti della cultura; un ambito lavorativo tradizionalmente sottopagato, nonostante le alte qualifiche di chi vi presta servizio. Come nel caso della polemica sulla riapertura delle librerie, ad aprile 2020, e la continua, ripetuta chiusura delle biblioteche comunali, durante quest’autunno, lasca perplessi il timore del governo che i cittadini italiani si affollino nei musei e nelle mostre. Se davvero succedesse, sarebbe un “bel” problema d’avere; ma le statistiche e i dati sull'(an)alfabetizzazione in Italia possono rassicurare sul fatto che no, nei musei e nelle biblioteche non ci sono e non ci saranno mai assembramenti, Covid o non Covid.
La lettera chiede provocatoriamente al governo se si ritiene che “il consumo di cultura non sia altrettanto necessario per il benessere delle persone e la ripresa produttiva?”
Proseguendo domandandosi perché i cittadini, dopo aver comperato in un supermarket, un negozio di abbigliamento, una libreria, non possano “entrare a visitare in tutta sicurezza anche un monumento o un museo”.
È forse una “Questione di priorità? Ma i musei non sono (per decreto) servizi pubblici essenziali, indispensabili alla promozione culturale e alla crescita umana e civile?“.
“I musei – sottolinea con forza la lettera – oggi sono luoghi sicuri al servizio della società dove tutti i cittadini possono avvicinarsi al piacere della conoscenza trovando conforto alle difficoltà del presente e nutrire, attraverso l’arte e la scienza, il pensiero, l’immaginazione e la creatività”.
“ICOM Italia – prosegue conciliante la lettera – comprende che il perdurare di una situazione critica sotto il profilo sanitario induca alla cautela, ma invita il governo a non sottovalutare il contributo importante che i musei, e più in generale la cultura, possono fornire al benessere e alla qualità della vita degli individui e delle collettività”.
“Apriamo i musei, ora più che mai!” conclude la lettera di Adele Maresca Compagna, Presidente ICOM Italia.
[z.s.]


