Giornata di Prevenzione AIDS, presentata la collaborazione tra Comune di Trieste ed ASUGI

1.12.2020 – 13:15 – Si è tenuta questa mattina, alle ore 11.00, presso il Giardino di Androna degli Orti, la conferenza stampa di presentazione delle attività in programma per la “Giornata di Prevenzione AIDS”, istituita nel capoluogo giuliano grazie alla collaborazione tra Comune di Trieste e ASUGI. All’evento hanno preso parte l’Assessore a grandi eventi, giovani, innovazione, pari opportunità, Francesca De Santis, l’Assessore alle Politiche Sociali, Carlo Grilli, la Dott. Roberta Balestra, Direttore del Dipartimento Dipendenze di ASUGI, il Dott. Roberto Luzzati, Direttore della Clinica Malattie Infettive ASUGI e la Dott. Claudia Colli, responsabile del Centro Malattie a Trasmissione Sessuale ASUGI. Infine, hanno presenziato anche i rappresentanti delle associazioni ALT, Amico, CLU, Duemilauno, La Collina e La Quercia.

World AIDS Day 2020:

Il Covid-19 ha dimostrato che durante una pandemia nessuno è al sicuro fino a quando tutti non sono veramente al sicuro. Lasciare le persone indietro non è contemplabile se si vuole avere successo. Eliminare lo stigma e la discriminazione, mettere le persone al centro e radicare le nostre risposte nei diritti umani e negli approcci sensibili alla parità di genere sono fondamentali per porre fine agli attacchi da parte di pandemie come quella legata all’HIV e al Covid.

Quest’anno, il tama della Giornata Mondiale alla lotta contro l’AIDS è ”Global Solidarity, Shared Responsability” ossia, ”Solidarietà Globale e Responsabilità Condivisa”. La solidarietà globale e la responsabilità condivisa, infatti, ci impongono di vedere le risposte sanitarie globali compresa quella all’AIDS, in un modo nuovo; per tanto richedono che il mondo si unisca per garantire che:

La salute sia pienamente finanziata; i governi, infatti, devono riunirsi e trovare nuovi modi per garantire che l’assistenza sanitaria sia pienamente finanziata. Nessun Paese può farlo da solo. I finanziamenti nazionali ed internazionali per la sanità devono essere aumentati.

I sistemi sanitari siano rafforzati; gli investimenti nella risposta all’AIDS negli ultimi decenni hanno contribuito a rafforzare i sistemi sanitari e hanno sostenuto la risposta al Covid-19. Ma occorre fare di più per rafforzare ulteriormente i sistemi sanitari e proteggere gli operatori sanitari.

L’accesso sia garantito; le terapie salvavita, i vaccini e la diagnostica devono essere considerati beni pubblici. Ci deve essere solidarietà globale e responsabilità condivisa al punto da garantire che nessun individuo, comunità o Paese sia lasciato indietro nell’accesso alle materie prime sanitarie salvavita.

I diritti umani siano rispettati; un approccio in materie di diritti umani applicato ovunque produrrà risultati sostenibili per la salute. La pandemia di Covid-19, infatti, ha messo in luce le disuguaglianze nella società e come le popolazioni target siano state lasciate indietro in molte parti del mondo.

I diritti delle donne e delle ragazze e l’uguaglianza di genere siano al centro; la pandemia da Covd ha influito in modo significativo sul sostentamento delle donne, che sono state sproporzionalmente colpite da misure di contenimento del virus e i lockdown hanno provocato un aumento della violenza contro le donne nelle famiglie. Le donne devono essere incluse nei processi decisionali che influenzano la loro vita. Il mondo non può permettersi passi indietro di decessi su diritti duramente conquistati nel corso dei decenni.

Il commento della Dott. Claudia Colli, responsabile del Centro Malattie a Trasmissione Sessuale ASUGI:

”Negli ultimi anni abbiamo rilevato un calo di casi AIDS nel Friuli Venezia Giulia: dei 42 casi registrati nel 2019 il numero è calato a 18, di cui 8 residenti in Regione e gli altri provenienti da altre Regioni o Nazioni, segnalando che almeno il 50% delle nuove diagnosi appartengono a stranieri. In ogni caso il dato positivo è che dal 2012 al 2020 c’è stato un significativo miglioramento. L’attenzione si deve concentrare sulla via di contagio che è al 90% per trasmissione sessuale e in particolare riguarda i maschi tra i 25 e i 30 anni di età. Il più anziano registrato in FVG ha 72 anni”.

Il commento del Direttore della Clinica Malattie Infettive ASUGI, Roberto Luzzati:

“I test sono importantissimi per prevenire questa malattia. Almeno nel 30% dei casi, la persona si fa avanti quando presenta la sintomatologia. Occorre proporre i test soprattutto a chi cambia spesso partner e usare sempre il profilattico. Finora i dati sono incoraggianti ma non bisogna mai abbassare la guardia finchè non sconfiggeremo del tutto l’AIDS”.

Il commento dell’Assessore alle pari opportunità, Francesca De Santis:

“Oggi Primo dicembre è la Giornata mondiale contro l’Aids. Il comune ha voluto fortemente essere presente, oltre che con l’Assessorato alle Politiche Sociali rappresentato dall’Assessore Carlo Grilli anche con quello alle Pari Opportunità e ai Giovani. Come abbiamo sentito durante la conferenza, le ultime diagnosi riguardano soprattutto i giovani tra i 25 e i 29 anni, un fattore che allarma in quanto oggi giorno si crede che i giovani siano i più informati e consapevoli di come si possa contrastare una patologia a trasmissione sessuale (per il 90%, ndr) come l’HIV, grazie ai mezzi tecnologici che hanno a disposizione. Evidentemente non è così. L’AIDS oggi viene visto tra i giovani come l’ultimo baluardo a cui non si arriverà mai; invece può toccare ciascuno di noi ed è opportuno non abbassare la guardia. Soprattutto in un periodo come questo funestato dal Covid-19 ma nel quale continuano esistere anche altre emergenze, non dobbiamo pensare che l’AIDS sia una malattia degli anni ’80-’90. Rispetto a quegli anni è stata arginata ma proprio per non tornare alla situazione drammatica di quegli anni è giusto continuare a fare costanti campagne di sensibilizzazione”.

Il commento dell’Assessore alle Politiche Sociali, Carlo Grilli:

“E’ importante che il Comune sia presente e supporti questo genere di campagne, in quanto i processi di salute che mettiamo in campo per la nostra comunità devono avere due binari, uno è quello sanitario; noi a Trieste abbiamo la fortuna di avere dei grandissimi professionisti che promuovono costantemente le migliori cure a disposizione e gli stili di vita da tenere. L’altro è il binario sociale; è necessario, infatti, che ci sia una comunità pronta ad accogliere le persone che incappano nella malattia senza discriminarle tanto nel mondo del lavoro quanto nel resto della società. Per questo motivo il supporto del Comune di Trieste verso questo genere di campagne ci sarà sempre”.