Covid-19, quando un individuo è maggiormente infettivo? La ricerca su The Lancet Microbe

11.12.2020 – 12.10 – In una ricerca pubblicata il 19 novembre 2020 su Lancet Microbe si è cercato di stabilire quando un individuo positivo al Covid-19 sia maggiormente infettivo. La ricerca suggerisce che, per un’efficace strategia di contenimento, la cosa più saggia da fare in casi sospetti con sintomi sia isolarsi prontamente e avvisare i contatti più stretti dei giorni precedenti. I ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di St. Andrews (Scozia), nella loro revisione sistematica di decine di studi sul Covid-19 e alcune ricerche su SARS e MERS, si sono concentrati, in particolare, su tre parametri: la carica virale (la quantità di virus presente nell’organismo e le sue mutazioni nel corso della malattia), il rilascio virale (l’espulsione di particelle virali quando si parla, tossisce, starnutisce o respira, che non equivale per forza all’infettività) e l’infettività di un paziente in quel preciso momento.

I ricercatori hanno riscontrato che, anche nei pazienti con sintomi lievi, la carica virale ha raggiunto il suo picco molto presto nella gola e nel naso (i punti dove si annida il Coronavirus e dove si effettuano i tamponi). La quantità di virus in corpo risulta massima tra il primo e il quinto giorno dall’inizio dei sintomi. Le tracce genetiche di virus nella gola o nelle feci tendono a essere rilevabili per settimane, ma questo processo è normale e non c’entra con l’infettività: non c’è infatti praticamente mai traccia di virus vitale nei campioni prelevati dopo il nono giorno dall’inizio dei sintomi.

Quindi, anche se alcune persone che hanno contratto la malattia in forma grave o che hanno un sistema immunitario già compromesso possono disperdere tracce genetiche del virus per settimane, difficilmente dopo la seconda settimana si tratterà di frammenti virali contagiosi. Il massimo dell’infettività si verifica nei giorni appena prima della comparsa dei sintomi e nei cinque giorni successivi, come confermato da diversi studi di contact tracing.

La carica virale della SARS, la sindrome respiratoria acuta grave causata dal virus, ha un picco tra il decimo e il quattordicesimo giorno dall’inizio dei sintomi. Quella della MERS, tra il settimo e il decimo giorno: a questo punto, il paziente è già stato ricoverato o isolato. Ecco perché, secondo la ricerca, queste altre due gravi malattie da Coronavirus sono risultate più facili da arginare rispetto al Covid-19, che è maggiormente contagiosa quando ancora i positivi non sanno di esserlo o non hanno ancora effettuato un tampone. In molti casi, quando si riceve l’esito dell’esame si è ormai fuori dal periodo di massima infettività: ecco perché è bene isolarsi ancora prima di sottoporsi al test e comunque prima di ricevere una risposta.

[The Lancet Microbe SARS-CoV-2, SARS-CoV, and MERS-CoV viral load dynamics, duration of viral shedding, and infectiousness: a systematic review and meta-analysis“; Focus “Covid-19: quando si è più infettivi]

a.b