19.12.2020 – 08.38 – In questi giorni si sta discutendo parecchio su “Italienza”, il calendario del Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e la tutela dei diritti di utenti e consumatori, il cui intento era quello di celebrare i più bei borghi d’Italia con cartoline che hanno come protagoniste dodici donne vestite con solo una mascherina tricolore. Un’iniziativa che ha tuttavia suscitato scalpore e aspre polemiche; in particolare ad essere sollevate sono state accuse di sessismo a causa del concorso abbinato per votare la ragazza più bella. ll primo tweet di indignazione è stato lanciato da Carlo Calenda leader di Azione: “Il calendario del Codacons con tanto di votazione delle modelle. L’iniziativa è coerente con i loro obiettivi statutari e l’idea di donna è l’unica che il solitario neurone di Rienzi (presidente dell’associazione) riesce a concepire”. Il Codacons, dal canto suo si difende e smentisce: “Il voto degli utenti richiesto solo per la foto artistica preferita”.
A criticare il calendario, è anche la presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna (Crpo Fvg), Dusy Marcolin, che in una nota afferma: “A fronte di un calendario che, simbolicamente, ci catapulta indietro di molti decenni, sollecitiamo il Codacons a una comunicazione più giusta, nel senso di attuale e rispettosa dell’immagine che le donne, tutte le donne, restituiscono ogni giorno con il loro lavoro e vorrebbero fosse prevalente”.
E continua: “Ho personalmente sollecitato, e a onor del vero si sono subito aggregate anche le altre referenti regionali, un intervento deciso e duro da parte della presidente alla quale abbiamo chiesto anche di scrivere al presidente del Codacons, motivando la richiesta di ritirare subito il calendario “Italienza” dell’Associazione per i diritti dei Consumatori. Ci chiediamo, infatti, cosa ci sia di peculiarmente “italiano”, “sociale” o “resiliente” nel riproporre l’uso del corpo femminile, così esposto, quale simbolo di riscatto in una società duramente provata dalla pandemia e che, se di simboli ha bisogno, questi dovrebbero guardare a realtà meno stereotipate e più inclusive”.
“Le donne stanno pagando il prezzo più alto in questa emergenza sanitaria, ma sono anche protagoniste delle professioni sistemiche che ci stanno salvando e perciò – sostiene il coordinamento delle Commissioni pari opportunità del quale anche il Friuli Venezia Giulia è parte – non hanno bisogno di celebrazione, né di modelli, ma di un riconoscimento di ciò che sono e fanno”.
“Abbiamo chiesto, pertanto, l’immediato ritiro del calendario e che la comunicazione dell’Associazione “consideri le donne meritevoli di una rappresentazione che sia semplicemente alla loro altezza”. In definitiva – conclude Marcolin – il problema è che, ancora una volta, si faccia fatica a trovare alternative comunicative al nudo femminile. Un problema culturale, appunto, da affrontare sempre e comunque, senza campagne fondate sul pregiudizio, sul qualunquismo o sulla ricerca del consenso, ma solo sulla volontà di riflettere, e ancora riflettere, su ogni argomento riguardante la tutela dei generi”.
La fotografa Tiziana Luxardo si difende: “Difendo i nudi artistici del mio calendario, ma l’idea del concorso la boccio, non mi appartiene, è stata una scelta del Codacons, sono sempre stata femminista, ho fatto calendari sulla disabilità, contro la violenza, volevo celebrare la bellezza dell’Italia non certo mercificare il corpo delle donne”.
a.b


