“Zero waste”: come vivere limitando al massimo gli sprechi?

22.11.2020 – 10.40 – Nell’ultimo periodo, anche in Italia si sta espandendo sempre di più la filosofia dello zero waste, ma c’è ancora bisogno di chiarezza a riguardo. Lo zero waste, letteralmente “zero rifiuti”, è uno stile di vita e di pensiero che si concentra sul ridurre il più possibile tutti i tipi di rifiuti ma anche, più in generale, sul limitare qualsiasi tipo di spreco. Questo movimento, inoltre, ha evidenziato il grande problema dello smaltimento dei rifiuti e il fatto che il riciclo per anni sia stato usato come scusa per giustificarne l’immensa produzione.
Dal “Rapporto Rifiuti Urbani edizione 2019” dell’Ispra si evidenzia che, da un lato, le percentuali dei rifiuti avviati a riciclo aumentano (in questo senso l’Italia è una delle nazioni più all’avanguardia in Europa, tanto da aver già quasi raggiunto gli obiettivi di riciclo fissati dall’Unione Europea per il 2025) dall’altro si vede un parallelo aumento della produzione di rifiuti di anno in anno. Ed è chiaro che, per uno zero waster, questa seconda tendenza dovrebbe essere invertita.

Lo zero waste si basa sul riciclo e sull’autoproduzione. Alcuni esperti spiegano che bisogna evitare, innanzitutto, di comprare oggetti nuovi, cercando di utilizzare ciò che si ha a disposizione e riciclare il possibile: quando si va a fare la spesa è importante evitare di comprare oggetti, cibi e beni fatti di plastica o che siano disposti in confezioni di plastica. A primo impatto, potrebbe magari sembrare strano, o addirittura impossibile e difficile, l’idea di vivere serenamente senza produrre rifiuti, ma, in realtà basta solo prenderci la mano e far farla divenire un abitudine.

Per diventare un vero e proprio zero waster basta seguire 5 semplici “regole”:

  1. Rifiuta: è importante sapere dire no; rifiutare la cannuccia, rifiutare i sacchetti di plastica, rifiutare cose che non ci servono, ma anche rifiutare l’idea di consumismo estremo
  2. Riduci: riduci la quantità di acquisti, il consumo di determinati alimenti che hanno un impatto negativo sull’ambiente, riduci la quantità di plastica dei tuoi acquisti
  3. Riutilizza: la maggior parte degli oggetti che prendiamo in mano tutti i giorni può essere riutilizzato, anche in modi creativi
  4. Ricicla: ricicla tutto quello che non sei riuscito a rifiutare, ridurre o riutilizzare ma stai attento a farlo nel modo corretto
  5. Composta: tutti gli scarti alimentari, la carta e tantissimi altri materiali possono essere compostati ovvero trasformati in terriccio, una risorsa preziosa per coltivare alimenti e piante

Lo zero waste inizia proprio tra le mura di casa, ma è molto importante la cooperazione nella comunità, virtuale e non, fondamentale per portare avanti questa scelta nel modo migliore e più consapevole possibile. Infatti, gli zero waster non sono mai da soli, ma si riuniscono in un’enorme rete dove si scambiano consigli, opinioni e anche, naturalmente oggetti con l’intento di rendere il proprio bidone dei rifiuti sempre più piccolo, dimostrando a se stessi e al mondo che smettere di produrre immondizia si può, o comunque ci si può andare molto vicino.

In Friuli Venezia Giulia, nell’estate 2018, dall’idea di Francesco Marino, giovane laureato in Tecnologie Web e Multimediali, nasce Zero Waste FVG, un software Open Source indipendente e no profit per diffondere la filosofia zero sprechi nella regione. È un progetto nato dalle persone per le persone con l’intento di promuovere progetti, eventi e buone pratiche per la riduzione dell’impronta ecologica individuale nella regione; uno spazio virtuale pensato come servizio “contenitore”, co-progettato e co-gestito da tutti i membri della comunità che lo utilizzano dove chiedere, suggerire, realizzare sondaggi, far nascere collaborazioni tra cittadini.

Durante la sua permanenza in Asia, in particolare nelle Filippine, Francesco ha potuto toccare con mano gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento su vasta scala. Così, dopo un percorso di crescita durato quattro anni, ha deciso di rimboccarsi le maniche e, prima di rientrare in Italia da Barcellona, ha deciso di fondare prima un gruppo e una pagina Facebook, e poi di aprire il sito.

L’iniziativa di Francesco non è collegata a nessuna delle varie reti internazionali Zero Waste ma ne condivide i valori di base: rifiutare, ridurre, riutilizzare, riciclare, compostare.

Sul sito è presente una mappa collaborativa, che dà visibilità ai “punti di interesse etici” che già esistono sul territorio regionale e che vuole essere uno stimolo per tutti a lanciare nuovi progetti e attività in questa direzione. Inoltre è presente un calendario degli eventi che vengono organizzati sul territorio e vari gruppi Telegram per gestire attività specifiche (social, giornate ecologiche, riciclo creativo, ecc.)

a.b

 

Ultime notizie

Dello stesso autore