30.12.2025 – 07.00 – È scomparso Claudio Pristavec, esperto di storia locale distintosi nei decenni per le accurate e documentate ricerche sulle fortificazioni di Trieste e del Carso durante la prima e seconda guerra mondiale. La notizia è giunta dalla parente Cristina Pristavec tramite il gruppo su Facebook ‘Misteri & Meraviglie del Carso‘.
Appassionato autodidatta, Pristavec era uno studioso attento e rigoroso che mescolava la ricerca sul campo, nello specifico sul Carso, con l’ampio uso di testimonianze orali raccolte negli anni. Fulcro delle ricerche di Pristavec erano le escursioni, condotte solo dopo una lunga fase preparatoria e una grande attenzione ai rilievi cartografici. Inoltre, essendo uno studioso di cose militari, specie di fortificazioni, Pristavec si era anche prestato alla speleologia, con riferimento alle cavità artificiali.
Ricordiamo, ad esempio, lo studio condotto nel 2012 sui ‘pezzi’ di artiglieria di grande calibro utilizzati dall’esercito austro-ungarico sul Carso triestino.
Molte sue ricerche comparivano inoltre su Il Piccolo tramite affascinanti articoli di Pietro Spirito: è il caso dell’affondamento del piroscafo ‘San Marco’ durante la seconda guerra mondiale, bombardato da un’intera squadriglia alleata in quanto, secondo Pristavec, trasportava un gruppo di radaristi italiani e tedeschi diretti verso l’entroterra friulano; o, ritornando alla Grande Guerra, la riscoperta dei muretti e delle esili tracce della mini ferrovia a scartamento ridotto utilizzata dalle forze austriache per rifornire la roccaforte dell’Ermada.
Claudio Pristavec studiò in particolare la base tedesca dei Molch presso la baia di Sistiana, realizzata dalla Wermacht col lavoro forzato della Todt durante l’amministrazione nazista del Litorale Adriatico. La Kriegsmarine aveva infatti qui impiantato una piccola base mimetizzata nella montagna completa di alloggi, una ferrovia Decauville e lo scivolo per la messa in mare di trenta Molch. Quest’ultimi, anche definiti Salamandre o Squali da Posta, ricalcavano i Mas italiani ed erano composti di una piccola torretta, due finestrelle e una cupola di plexiglass/ portello d’entrata. La base ‘segreta’ dei Molch è sempre stata oggetto di fantasiosi racconti e dicerie e in questo campo Pristavec operò con grande rigore scientifico, raccogliendo interessanti testimonianze. Lo studioso aveva a questo proposito anche un interessante sito Internet sui Molch, purtroppo offline da tempo, e aveva partecipato a conferenze e video, specie il documentario in Dvd ‘Molch, base segreta‘.
[z.s.]


