11.11.2020 – 20.02 – “Nell’attuale contesto pandemico i dipartimenti di Prevenzione devono continuare la ricerca dei focolai di Coronavirus per difendere la salute pubblica e in particolare quella dei soggetti fragili. Lo screening sugli operatori delle strutture residenziali per anziani è fondamentale per tutelare la salute degli ospiti, quindi il Sistema sanitario regionale non attribuirà costi alle case di riposo per l’attività di tracciamento disposta dai dipartimenti di Prevenzione”. A comunicarlo in una nota, il vicepresidente del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute Riccardo Riccardi, per fare chiarezza e rispondere alle preoccupazione scaturite da una circolare inviata agli enti gestori pubblici e privati delle case di riposo del territorio. Come riporta il TGR Friuli Venezia Giulia, nella circolare si annunciava che i tamponi sugli operatori sarebbero stati a carico del Sistema Sanitario Regionale solo nel caso di focolai e relativi tracciamenti, mentre nel caso di monitoraggio finalizzato per individuare precocemente le positività, essendo obbligo del datore di lavoro, sarebbero state interamente a sue spese.
“Le attività di tracciamento e sorveglianza sanitaria, gestite dai dipartimenti di Prevenzione, sono fondamentali per poter limitare la diffusione della pandemia” ha precisato Riccardi “quindi saranno fatturate agli enti privati solo le richieste di tamponi non connesse ad attività di tracciamento o sorveglianza di comunità nelle quali risiedono soggetti fragili”.


