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martedì, 6 Dicembre 2022

Università, 7 studenti su 100 sono stranieri in Friuli Venezia Giulia

07.10.2020 – 14.34 – Erano 7 su 100 gli studenti stranieri iscritti a un percorso di studio (laurea, dottorato o master) nell’anno accademico 2018/2019 in Friuli Venezia Giulia: si tratta di un dato superiore alla media nazionale (5% nell’anno accademico 2017/18) che conferma la vocazione internazionale del territorio. La dimensione europea e mondiale del Sistema Scientifico trova un’ulteriore conferma nel numero di docenti e ricercatori stranieri: 11.281 in totale di cui 7438 (il 66%) in mobilità incoming e 3843 (il 34%) in organico, ovvero attivi stabilmente presso gli enti del SiS FVG. Nel complesso, gli stranieri sono il 55% rispetto al numero totale dei docenti e ricercatori in organico.
È quanto emerge dall’ultima edizione della “Mobilità della Conoscenza”, indagine avviata nel 2005 e realizzata da Area Science Park, che ogni anno rileva e monitora i dati delle istituzioni (enti di ricerca, università, conservatori ecc) che fanno parte del SiS FVG.

La “Mobilità della Conoscenza”, inoltre, indaga la cittadinanza e l’area scientifica di studio/ricerca. Questi i risultati rilevati per la mobilità incoming: i ricercatori e docenti sono in primis cittadini di Paesi europei (2326), seguono i paesi asiatici (India e Cina escluse, con 1151 unità), mentre gli studenti sono principalmente cittadini dell’Unione Europa (grazie soprattutto al programma Erasmus+). Gli interessi scientifici dei docenti e ricercatori incoming ricadono principalmente su matematica, fisica, ICT, ingegneria, scienze della terra e dell’universo (86%), mentre gli studenti incoming hanno interessi diversificati che vanno dalle scienze umane e sociali (46%) alle scienze dure (34%) e alle scienze della vita (20%).

L’assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, Alessia Rosolen, commenta: “Gratifica sapere che studenti, docenti e ricercatori scelgano il Friuli Venezia Giulia per il loro percorso di studi o per la carriera accademica. L’attrattività a livello internazionale costituisce un valore non solo simbolico e conferisce credibilità e prestigio a tutto il territorio. Rispetto a un quadro confortante, emerge un dato che stride e che pone l’accento, una volta ancora, sulla necessità di ridurre il divario di genere: tra gli studenti iscritti, il 55% è di genere femminile, ma il dato “rosa” scende al 33% tra ricercatori e docenti degli enti. Significa che, anche in ambito scientifico, le donne incontrano ostacoli superiori nel trovare e consolidare una propria posizione professionale”.

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